Discussione:
Su Mrs. Oryana Phallacy, ancora (lungo)
(troppo vecchio per rispondere)
Riccardo Venturi
2004-06-25 03:21:55 UTC
Permalink
Un paio d'anni fa e rotti, su un niusgruppino defilato della gerarchia
*it, avevo scritto un pezzo sull'Oriana Fallaci (che da allora chiamo
quasi costantemente "Oryana Phallacy"), all'indomani della
pubblicazione, sul "Corriere della Sera", di un cospicuo "excerpt"
della "Rabbia e l'Orgoglio".

Pezzo dettato, sicuramente, dalla _mia_ rabbia e dal _mio_ orgoglio di
perfetto sig. Nessuno, che voleva in qualche modo reagire (senza
ovviamente avere a disposizione che un miserrimo newsgroup) a quelle
che consideravo autentiche scempiaggini. Gli avevo quindi dato un
titolo altamente provocatorio ("Lettera ad una rincoglionita non
ancora morta"), infilando una dietro l'altra alcune considerazioncine
su cosa pensassi di quel che Mrs. Phallacy aveva scritto. Uno sfogo e
uno scatto di rabbia, appunto.

Fatto sta che quel piccolo articoletto sembra aver fatto una specie di
giro del mondo, o perlomeno di mezza Internet. Stanotte (nottata
insonne, ebbene sì), chissà perché, m'è presa la curiosità di fare
qualche ricerca su Google; e così me la sono ritrovata, la "Lettera a
una rincoglionita", su una dozzina di newsgroups (postata da altri,
persino su it.cultura.single), su una decina di siti (ma non ho
controllato a fondo), nonché citata qua e là. Ce n'è di tutti i
colori, dalle approvazioni più sperticate fino agli insulti più
sanguinosi. Tutto normale, ovviamente, quando un testo del genere
"viaggia" e continua tuttora a farlo. Del resto, all'epoca, per la mia
abitudine di postare indirizzi email perfettamente attivi, mi sono
ritrovato almeno 250 mail di minacce in una decina di lingue, comprese
quelle di un gruppo neonazista di Ørebro (Svezia) relative alla
lettura di quel testo.

Guardo tutto questo e sorrido quasi beato; ma non per una qualche
forma di autocelebrazione, ci mancherebbe, ma perché -effettivamente-
allora potevo un po' capire certe reazioni. Lo scritto della Fallaci
giungeva quasi come un fulmine a ciel sereno, lei la "progressista",
lei la campionessa dei diritti umani, lei la combattente per la
libertà, lei la ogni-cosa. Una simile collezione di luoghi comuni, e
dei più insipidi e bestiamente cretini, poteva apparire francamente
inaspettata. Mrs Phallacy godeva ancora di molti "fan", anche sinceri
e niente affatto etichettabili come forcaioli (categoria di persone
che, peraltro, hanno sposato immediatamente le tesi phallacyane) o,
peggio che mai, razzisti. Tant'è che una "difesa" dell'Oryana fu
intrapresa persino dal mensile francese "Charlie Hebdo" (satirico,
visceralmente anticlericale e decisamente anarcheggiante).

Nel frattempo, mentre la "Lettera" faceva il suo strano viaggio per i
meandri telematici suscitando reazioni controverse, Mrs Phallacy, che
da buona businesswoman deve aver fiutato l'affarone, s'è buttata anema
e core nel nuovo filone; e chissà se, adesso, ha tanti "fan" come
prima. O meglio, chissà se ne ha ancora fra i tanti che, un paio
d'anni fa, ancora cercavano di giustificarla, di sceverare la "vera
essenza" delle sue parole, persino di bacchettare pesantemente chi
aveva osato pigliare una tastiera e risponderle per le rime e senza il
falso "rispetto" che, del resto, nei suoi scritti e nei suoi atti la
Phallacy non concede, nella sua augusta grazia e nella sua dolente
sofferenza che non le impedisce di farsi fotografare in pose
blandamente accattivanti sui retrocopertina dei suoi libri, ad interi
popoli, ad intere religioni, ad intere civiltà.

I suoi "fan" si sono spostati interamente tra certi forcajuoli di cui
parlavo prima, che oramai la hanno eletta a idolo assoluto. Nelle
biblioteche dei "progressisti" s'è assistito al cantinamento (per non
dire alla pattumieratura) di centinaia di bambini mai nati, di
panagulate, di insciallà e quant'altro; in compenso, i vari pamphlet
phallacyani si trovano in vendita persino negli uffici postali,
vendono tanto bene, sono oggetto di un battage pubblicitario
decisamente notevole e contengono sempre più idiozie. Solo che,
adesso, queste idiozie non stupiscono più nessuno. La gente ci ha
fatto il callo.

Mentre la mia letterina si faceva il dovuto percorso più o meno
sotterraneo raccogliendo la sua buona dose di insulti e di commenti
indignati dagli usenettari e dai sitajoli italici e d'altre lande, Mrs
Phallacy si faceva notare per una serie impressionante di figure
cacine, tipo quella del Social Forum fiorentino ("Fiorentini,
abbassate i bandoni, arrivano i blecchiblocchi, i vandali e gli
unni!") per andare a finire a quella, recentissima, sullo sputo di
Totti al calciatore danese Poulsen ("Totti, dovevi spaccargli il
muso"). Figure cacine, ovviamente, tutte quante ben ospitate da vari
Corrieri, della sera, del mattino, delle otto e venticinque e della
notte. Mi piacerebbe rileggere, che so io, qualche commentino
usenettaro dei vari indignati che mi sono riletto stanotte, y con
mucho gusto. Chissà se lo rifarebbero.

Soprattutto, nel frattempo ci ha pensato il signor George W. Bush a
togliere ogni dubbio ai residui estimatori di Mrs Phallacy tra i
"Progressisti", e consegnandola definitivamente, l' "Atea cristiana"
(parole sue, of course), alla spazzatura razzista e destroide che ora
tanto la idolatra. Ci hanno pensato la "guerra di liberazione"
dell'Iraq, le torture di Abu Ghraib, le decine di migliaia di morti, i
loschi affari, le menzogne a ripetizione, a mostrare di che pasta sia
fatta la "Guerra al terrorismo" di Mr Bush. Ci ha pensato persino
l'americano Michael Moore.

Forse, nella mia "Lettera", avevo sicuramente usato termini un po'
pesanti. Sicuramente. Adesso non ce n'è più il benché minimo bisogno.
La avevo chiusa, quella lettera, augurando carrément alla Phallacy di
crepare; faccio ammenda e chiedo venia. Soprattutto perché la cosa
sarebbe controproducente. Mi pregio quindi di concludere questa mia
divagazione nottura sconfinante nell'alba (oh cielo, le cinque e un
quarto) augurando a Mrs Oryana Phallacy, giornalista che non si
vergogna oramai più di niente, di vivere una lunghissima vita e di
produrre sempre più libriccini, articoli, commenti, quel che le pare.
Danno perfettamente la misura di quanto sia necessario opporsi; ma non
a lei, ché opporsi a una pennaiola miliardaria non è certo gran cosa,
bensì a tutto quello di cui, per guadagnare ancora più quattrini, s'è
fatta interprete. "Auri sacra fames".




--
*Riccardo Venturi* <***@SPAMMACECCHIGORIspl.at>
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
So er an îr ufgestigen ist (Vogelweide & Wittgenstein)*
*CH-1700 Fribourg/Freiburg (Confoederatio Helvetica)
____________________________________________________
http://utenti.lycos.it/Guctrad/alamanno.html
http://utenti.lycos.it/Balladven/index.html
http://www.obiezione.it ==> Canzoni contro la guerra
Zer0 "The ZePh|r"
2004-06-25 05:51:16 UTC
Permalink
"Riccardo Venturi" <***@SPAMMACECCHIGORIspl.at> ha scritto nel
messaggio

CUT

CLAP CLAP CLAP :-)

Zer0
Maurizio Mugelli
2004-06-25 06:14:17 UTC
Permalink
On Fri, 25 Jun 2004 05:21:55 +0200, Riccardo Venturi
Post by Riccardo Venturi
Danno perfettamente la misura di quanto sia necessario opporsi; ma non
a lei, ché opporsi a una pennaiola miliardaria non è certo gran cosa,
bensì a tutto quello di cui, per guadagnare ancora più quattrini, s'è
fatta interprete. "Auri sacra fames".
Per quanto di questi giorni suoni trito e banale, io una Standing
Ovation te la metto di cuore...
--
(iao!!oai) (ICQ: 10860566)
//.aurizio

[WARNING!: togliete _nessuno_ per rispondere]

Il segreto per essere considerato un creativo sta nel non fare
mai riconoscere le proprie fonti [A. Einstein]
Tom Joad
2004-06-25 07:42:45 UTC
Permalink
Post by Riccardo Venturi
Fatto sta che quel piccolo articoletto sembra aver fatto una specie di
giro del mondo, o perlomeno di mezza Internet.
Che dici, il direttore del Corrierone l'avrà letta?
E la diretta interessata, con la sua schiera di avvocati che di
undicisettembri gli ce ne vorrebbe uno alla settimana?


almeno 250 mail di minacce in una decina di lingue, comprese
Post by Riccardo Venturi
quelle di un gruppo neonazista di Ørebro (Svezia)
E di chi altri? Fuori gli esempi, su!
Post by Riccardo Venturi
Solo che,
adesso, queste idiozie non stupiscono più nessuno. La gente ci ha
fatto il callo.
E' vero. Non solo non diventerà la più grande giornalaia della nostra epoca,
ma con ogni probabilità morirà sola come un cane.
Intendiamoci: si muore tutti, soli. Ma c'è chi fa tutto il possibile per
morire più solo degli altri.
Post by Riccardo Venturi
Mrs
Phallacy si faceva notare per una serie impressionante di figure
cacine,
La mia misoginia intransigente, ironica, cinica, militante e propagandata
trova nell'esistenza di femmine di questo tipo uno dei suoi puntelli più
saldi.
Hai ragione: speriamo che campi -e che scriva- ancora per un bel pezzo.

Tengo a precisare di avere la OF sui coglioni proprio dai tempi della
"lettera a un bambino mai nato".
Ma vaffanculo te e i bambini...!
Riccardo Venturi
2004-06-25 10:06:41 UTC
Permalink
Post by Tom Joad
Che dici, il direttore del Corrierone l'avrà letta?
E la diretta interessata, con la sua schiera di avvocati che di
undicisettembri gli ce ne vorrebbe uno alla settimana?
A volte ne ho avuto, diciamo, un piccolo sospetto. Non corroborato da
niente di preciso: solo un vago sospetto (da non confondersi
assolutamente con la speranza, non m'importa francamente un fico secco
se l'abbiano letta o meno e di lettere d'avvocati non ne ho ricevute).
E poi, a giro per Internet, di cosine del genere ce ne saranno
sicuramente state altre.
Post by Tom Joad
E di chi altri? Fuori gli esempi, su!
La maggior parte (quasi un centinaio) venivano da indirizzi iuessè,
molte firmate da gente con cognome italiano ma scritte in inglese. I
classici "privati cittadini". Talmente stereotipate che ritengo siano
state scritte da una persona sola, due al massimo, da indirizzi
diversi. Dei nazisti svedesi ho già detto (lettera anch'essa scritta
in inglese dove mi si minacciava di morte se avessi messo piede in
terra di Svezia), mancano solo i "nazisti dell'Illinois". Dall'Italia
solo alcune, tra le quali quella di un "insegnante in pensione" (non
si sa di cosa, tale prof. Alessandro Minniti) di Balestrate (Palermo)
dove mi si accusava (ah, l'originalità) di essere "al soldo dei
terroristi"; ma questa forse la posterò perché è una chicca, la devo
solo ritrovare in qualche dischetto.
Post by Tom Joad
E' vero. Non solo non diventerà la più grande giornalaia della nostra epoca,
ma con ogni probabilità morirà sola come un cane.
Bau.
In ogni caso, credo che la Phallacy _senta il bisogno_ di morire sola
come un cane e lo ricerchi a tutti i costi. Lo vuole perché, nel suo
ego ipertrofico, ciò le occorre assolutamente per curare il
personaggio sofferente e solitario (non vorrei ancora tirar fuori la
storia del famoso cancro; ma poffarbacco, lo ha annunciato in pompa
magna una trentina d'anni fa e ancora vedo che gli è bella arzilla.
Veramente un cancro da Guinness dei Primati, verrebbe da dire). Credo
fondamentalmente che Mrs Phallacy odi il papa, ma non perché sia
"atea", ma perché le sofferenze di quest'ultimo sono più celebri e
propagandate delle sue, e più che altro perché il papa lo vorrebbe far
lei. Una bella fumata bianca e lei che esce sul balconcino di piazza
San Pietro con il cardinale officiante che recita la formula secolare,
"annuntio vobis gaudium magnum, habemus papessam Oryanam Phallaciam
quae sibi nomen imposuit...". Bella, dolente, ieratica e fascinosa nel
suo abito bianco, e con la tiara di John Galliano.
Post by Tom Joad
La mia misoginia intransigente, ironica, cinica, militante e propagandata
trova nell'esistenza di femmine di questo tipo uno dei suoi puntelli più
saldi.
Io, che sono tutt'altro che misogino (come sicuramente sai),
preferisco limitarmi a dire che è una poveraccia che verrà rapidamente
dimenticata non appena tirerà il calzino. Nel frattempo, però, è bene
-nel nostro piccolissimo piccolo- farle vedere che comincia a non
esserci più trippa pe' gatti, malgrado i corrieridellasera, le
traduzioni in tuttelelingue (chissà perché, poi, scrivono sempre così;
io, ad esempio, di traduzioni della Phallacy in birmano non ne ho mai
viste) e gli uffici postali.
Post by Tom Joad
Hai ragione: speriamo che campi -e che scriva- ancora per un bel pezzo.
Lo farà, lo farà, tranquillo. D'altronde non ha altro da fare nel suo
bell'appartamente niuiorchese. Non ci ha mica da sbarcare il lunario.
Post by Tom Joad
Ma vaffanculo te e i bambini...!
Ma qui i bambini sono del tutto incolpevoli, direi.

Salut,


--
*Riccardo Venturi* <***@SPAMMACECCHIGORIspl.at>
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
So er an îr ufgestigen ist (Vogelweide & Wittgenstein)*
*CH-1700 Fribourg/Freiburg (Confoederatio Helvetica)
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http://www.obiezione.it ==> Canzoni contro la guerra
Tom Joad
2004-06-25 10:44:21 UTC
Permalink
Post by Riccardo Venturi
Post by Tom Joad
Ma vaffanculo te e i bambini...!
Ma qui i bambini sono del tutto incolpevoli, direi.
Sai com'è; sono arrivato in fondo al post e mi sono accorto che non avevo
mandato affanculo nessuno.
In un post del genere un bel vaffanculo ad effetto secondo me ci stava bene
comunque, e allora...
[il Mela]
2004-06-25 18:38:30 UTC
Permalink
Post by Tom Joad
Sai com'è; sono arrivato in fondo al post e mi sono accorto che non
avevo mandato affanculo nessuno.
(LOL)

Neanche un fanculo alla liberta'? Nemmeno al libero mercato?
Tom Joad
2004-06-25 19:50:23 UTC
Permalink
Post by [il Mela]
Neanche un fanculo alla liberta'? Nemmeno al libero mercato?
...Paganini non ripete...!

Che forse è un modo per esorcizzare il fatto che, invece, Paganini ripeteva,
ripete e ripeterà spesso e volentieri.

Il vaffanculo al libero mercato, peraltro dovuto e meritatissimo, viene
-pensa te!- da una canzone.
Da una canzone della Compagnia dell'Anello, un gruppo che fino all'irrompere
sulla scena dei 270bis aveva un po' la nomea di campioni della musica "non
conformista", come la chiamano loro...

Insomma: c'è una loro canzone che fa all'incirca:

"Ci hanno detto, ragazzi, qualcuno s'era sbagliato;
ora tutto cambia, 'viva il libero mercato!'.
Ma c'è qualcosa che non torna, in questo ragionamento;
qualcosa che non perdona, qualcosa che rimane nel vento.
Saran mica le voci dei molti
che ci hanno già lasciato,
e che non mi sembra siano morti
gridando 'Viva il libero mercato'?"



--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Riccardo Venturi
2004-06-25 19:58:53 UTC
Permalink
Post by [il Mela]
Neanche un fanculo alla liberta'? Nemmeno al libero mercato?
Evviva il libero mercato di P.za Garibaldi (Livorno).

Salut,



--
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Gabriele Fasanez
2004-06-25 16:31:49 UTC
Permalink
"Riccardo Venturi"
Post by Riccardo Venturi
Un paio d'anni fa e rotti, su un niusgruppino defilato della gerarchia
*it, avevo scritto un pezzo sull'Oriana Fallaci
Zippete

Bel post, Riccardo, bel post davvero.
Non sono daccordo in alcuni punti, diciamo un 5% ma concordo in tutto il
resto. Ovviamente non rispondo per replicare al 5% in cui mi trovi in
disaccordo perche' avendo poca abilita' dialettica, o meglio, di tastiera in
questo caso :-), mi smerderesti in poche righe ed essere smerdato per un 5%
non mi va! ;-)

Ti chiedo una cosa, pero', sinceramente, a prescindere da ogni colore, da
ogni "parte", da tutto.
Ed e' una domanda che ti farei, nella mia ignoranza, se ti conoscessi IRL
magari davanto a una pinta.
La domanda e' questa: Esiste per te, qualcosa, un ideale, una fede per cui
valga la pena di morire, o addirittura di togliere la vita?
Bada bene Riccardo, non voglio catenare flame o chissa' cosa, non e' una
provocazione, e' solo una domanda che a volte mi faccio anche io quando
ripenso al passato (anche prossimo nel nostro paese) oppure guardo un po'
fuori i nostri confini.
E mi chiedo se nella mia fortuna, la fortuna di una persona che si alza
tutte le sante mattine, va a lavorare, ha i suoi begli hobby, la moto, le
donne, la musica, si diverte con i propri amici, esisterebbe o esiste un
qualcosa per cui valga la pena togliere quello di piu' prezioso che abbiamo
a un'altra persona, magari che non c'entra niente.
Ribadisco, nessuna provocazione, e' solo una curiosita'.

Ti rifaccio i complimenti per il post.
--
LHG - Gabriele dalle lande toscane
Membro C.E.T.R. nr. 1
Cellula Errante ToscoRomagnola
ICQ - 52233382
Riccardo Venturi
2004-06-25 17:41:58 UTC
Permalink
On Fri, 25 Jun 2004 16:31:49 GMT, "Gabriele Fasanez"
Post by Gabriele Fasanez
Bel post, Riccardo, bel post davvero.
Grazie, anche considerato che risente dell'ora in cui è stato scritto
(ripetizioni a tutta randa e sintassi un po' ballerina, diciamo; sono
il primo critico di me stesso, in questo).
Post by Gabriele Fasanez
Non sono daccordo in alcuni punti, diciamo un 5% ma concordo in tutto il
resto. Ovviamente non rispondo per replicare al 5% in cui mi trovi in
disaccordo perche' avendo poca abilita' dialettica, o meglio, di tastiera in
questo caso :-), mi smerderesti in poche righe ed essere smerdato per un 5%
non mi va! ;-)
Guarda, Gabriele, ne approfitto per chiarire una cosa.
Io non sono qui, né altrove, per "smerdare" la gente. Lungi da me,
sebbene sia tutt'altro che un falso modesto (odio la falsa modestia, e
forse detesto pure quella vera; sono altresì per la cognizione
assoluta dei propri limiti e per il riconoscere i propri errori,
quando si commettono), non mi pongo mai nei confronti degli altri su
un piedistallo. Anche perché i piedistalli hanno la singolare
propensione a crollare, e ne so qualcosa.
Se hai quindi qualcosa da dire, che sia un 5% o un 100%, dilla senza
problemi; non voglio certo impersonare il "babau" che non sono. Può
darsi che a volte risponda, diciamo, in un modo un po' fuori dalle
righe; oppure, altrettante volte, in modo pacatissimo (come, peraltro,
preferirei fare sempre).
Post by Gabriele Fasanez
Ed e' una domanda che ti farei, nella mia ignoranza, se ti conoscessi IRL
IRL deve voler dire "In real life", penso; lì per lì lo avevo preso
come la sigla dell'Irlanda :-)
Beh, se tu mi conoscessi irlandese. Facciamo così. Slàinte agus deoc
an doruis! :-P
Post by Gabriele Fasanez
magari davanto a una pinta.
Appunto... :-P
Post by Gabriele Fasanez
La domanda e' questa: Esiste per te, qualcosa, un ideale, una fede per cui
valga la pena di morire, o addirittura di togliere la vita?
Francamente, e non so come mai, era una domanda che prima o poi mi
sarei aspettato da qualcuno, e rispondo volentieri.
Prima cosa: è una domanda mal posta. Ma non perché tu l'abbia posta
male, ma perché è a mio parere sbagliata la premessa donde promana.
Non si "muore per delle idee", mai. E' una bischerata corroborata da
mille e mille cose (compresa quella stupidissima e qualunquistica
canzone di Georges Brassens tradotta, ohimé, da Fabrizio de André). Si
muore, o si è disposti a morire, sempre per dei _fatti_. Reali.
Concreti. Terribilmente esistenti e senza neanche un milligrammo di
astrattezza. Questo lungo tutto il percorso della storia umana.
Ci hanno regolarmente ricamato sopra "idee", "ideali", "religioni",
quel che ti pare; ma quando un uomo è disposto a morire, dietro c'è
sempre e solo un dato fatto.
I sanculotti e i contadini francesi crepavano (e ammazzavano), secondo
te, per l'Illuminismo, Diderot, D'Alembert, o perché erano costretti a
mangiare topi di fogna? I palestinesi si fanno saltare in aria per
Allah, o perché non hanno da mangiare, da lavorare, non hanno una
terra dove stare in pace, non hanno nessuna prospettiva per un futuro
decente?
Per questo si muore. Non per un'astrazione, che tu la voglia chiamare
"ideale", "fede", o come ti pare.
Ed è giusto da questo, soit dit en passant, che appare evidente tutta
la madornale stupidità di gente come la Fallaci, che non vuole vedere
(od è ben pagata per non vedere) quali siano le cause di certi effetti
che tutti abbiamo sotto gli occhi.
Io mi professo, come ho già avuto modo di dire a volte, un comunista
anarchico. Non rispondo neanche più a chi mi domanda beato come le due
cose "si possano conciliare"; si vada a ristudiare un po' di storia e
di teoria politica; vada ad informarsi su chi fosse, che so io,
Alfonso Failla. Ma non sarei disposto, come non lo sarebbe nessuna
persona che considero mia compagna (poche, in verità), a morire per il
"comunismo anarchico". Non significa niente. Non esiste. Esistono i
fatti, tremendamente reali, per i quali forse sarei disposto a farlo
se fosse necessario, portando nella lotta -certo- anche le mie idee.
Che non sono, poi, propriamente teoriche.
C'era gruppo, negli anni '60 e '70, che si chiamava Lotta Continua.
Qualcuno, anche qui dentro, ne avrà sentito parlare di sicuro. Questi
ragazzotti, al di là di cosa sia poi diventato tale Adriano Sofri, non
andavano molto d'accordo con chi propugnava grandi "idee" o "ideali"
(leggasi: PCI) con la loro "rivoluzione" inserita a pieno titolo in
tutto il gioco del sistema borghese, e ci si scannavano spesso e
volentieri. All' "ideale", al "comunismo", preferivano occuparsi di
creare (a Pisa) un mercato popolare (il "Mercato Rosso", "barbe rosse
3 e 60"), o di cercare una casa a chi non l'aveva, o di creare delle
scuole nei quartieri operai, o di andare a Reggio Calabria, ai tempi
della rivolta per "Reggio Capoluogo" cavalcata dall'ultradestra di
Ciccio Franco o Pino Rauti, per cercare di capire perché i reggini
fossero stati disposti a crepare mettendosi dietro a quei figuri.
Perché la situazione era orribile. Il "capoluogo" era solo un pretesto
che aveva acceso la miccia, Gabriele. Le cause erano ben altre. Alcuni
non trovarono di meglio che "stigmatizzare" gli avvenimenti e di dare
di fascisti in blocco agli abitanti di Reggio Calabria. L' "idea",
appunto. Altri si recarono sul posto per parlare, per ricercare, per
trovare delle soluzioni. I fatti.
Post by Gabriele Fasanez
Bada bene Riccardo, non voglio catenare flame o chissa' cosa, non e' una
provocazione, e' solo una domanda che a volte mi faccio anche io quando
ripenso al passato (anche prossimo nel nostro paese) oppure guardo un po'
fuori i nostri confini.
Ma figurati te se una cosa del genere mi spingerebbe a iniziare un
flame. Queste, per me, sono anzi occasioni di parlare delle cose che
più veramente mi stanno a cuore. Le flame le riservo agli imbecilli.
Quelle o il silenzio.
Post by Gabriele Fasanez
Ti rifaccio i complimenti per il post.
Grazie ancora.

Salut,
--
*Riccardo Venturi* <***@SPAMMACECCHIGORIspl.at>
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So er an îr ufgestigen ist (Vogelweide & Wittgenstein)*
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http://www.obiezione.it ==> Canzoni contro la guerra
Gabriele Fasanez
2004-06-25 18:31:31 UTC
Permalink
"Riccardo Venturi"
Post by Riccardo Venturi
IRL deve voler dire "In real life", penso;
Pensi bene
Post by Riccardo Venturi
Ci hanno regolarmente ricamato sopra "idee", "ideali", "religioni",
quel che ti pare; ma quando un uomo è disposto a morire, dietro c'è
sempre e solo un dato fatto.
I sanculotti e i contadini francesi crepavano (e ammazzavano), secondo
te, per l'Illuminismo, Diderot, D'Alembert, o perché erano costretti a
mangiare topi di fogna? I palestinesi si fanno saltare in aria per
Allah, o perché non hanno da mangiare, da lavorare, non hanno una
terra dove stare in pace, non hanno nessuna prospettiva per un futuro
decente?
Io ti dico la verita', non credo che i palestinesi, cosi' come i contadini
francesi di un tempo, non si alzino una mattina dicendo "bene, oggi vado a
suicidarmi per uccider qualche nemico".
Penso che il problema sia piu' complesso, e, visto che dici che le persone
non muoiono per delle idee, mi chiedo alla fine solo una cosa... perche'?
E cioe', perche' ci sono quelli che "mandano" i palestinesi a morire?
Forse perche' le idee o gli ideali sono una cosa che pochi sfruttano per far
fare a molti quello che loro stessi non hanno il coraggio di fare o che non
possono fare?
Ci sono e ci sono stati molti popoli che non hanno cibo, che non hanno
prospettive, ma non tutti questi si ammazzano...... che poi alla fine,
vorrei capire, per cosa?
Che ci sia qualcuno che radica odio, che ci sia una vera e propria volonta'
politica destabilizzatrice mi pare evidente, ma quello che mi chiedo e'
perche'?
Cioe', dopo una giornata di lavoro, torno a casa, leggo il giornale o guardo
la tv e mi viene da chiedermi una cosa banale e scontata che e' "Perche'
tanto odio?"
E' per questo che ti ho fatto la domanda...
Post by Riccardo Venturi
C'era gruppo, negli anni '60 e '70, che si chiamava Lotta Continua.
Qualcuno, anche qui dentro, ne avrà sentito parlare di sicuro. Questi
ragazzotti, al di là di cosa sia poi diventato tale Adriano Sofri, non
andavano molto d'accordo con chi propugnava grandi "idee" o "ideali"
(leggasi: PCI) con la loro "rivoluzione" inserita a pieno titolo in
tutto il gioco del sistema borghese, e ci si scannavano spesso e
volentieri.
Mi sta bene Lotta continua, mi sta bene la rivoluzione, pero' quando nella
rivoluzione ci e' entrato, e per morirci, qualche padre di famiglia che
magari di politica non gliene fregava nulla ma mandava avanti la baracca e
basta... allora non mi sta piu' bene... qualunque sua la rivoluzione.
Post by Riccardo Venturi
Il "capoluogo" era solo un pretesto
che aveva acceso la miccia, Gabriele. Le cause erano ben altre. Alcuni
non trovarono di meglio che "stigmatizzare" gli avvenimenti e di dare
di fascisti in blocco agli abitanti di Reggio Calabria. L' "idea",
appunto. Altri si recarono sul posto per parlare, per ricercare, per
trovare delle soluzioni. I fatti.
Quoto
--
LHG - Gabriele dalle lande toscane
Membro C.E.T.R. nr. 1
Cellula Errante ToscoRomagnola
ICQ - 52233382
Riccardo Venturi
2004-06-25 19:56:41 UTC
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On Fri, 25 Jun 2004 18:31:31 GMT, "Gabriele Fasanez"
Post by Gabriele Fasanez
Penso che il problema sia piu' complesso, e, visto che dici che le persone
non muoiono per delle idee, mi chiedo alla fine solo una cosa... perche'?
Perché, appunto, ci sono dei fatti che a un certo punto spingono
persone normalissime ad atti che normalmente non avrebbero mai fatto.
Tipo imbracciare un fucile e sparare addosso a qualcun altro.
Post by Gabriele Fasanez
E cioe', perche' ci sono quelli che "mandano" i palestinesi a morire?
Perché in certi luoghi e in certe epoche la situazione è tale, che
essere "mandati a morire" non è vista come la peggiore delle ipotesi.
Ci sono quelli che "mandano a morire" perché la gente è evidentemente
disposta a farlo per dei fatti. Indicativamente, ti dico che quando i
Palestinesi si stuferanno in blocco di essere mandati a morire dai
santoni di turno, non ci sarà Hamas che tenga.
Solo che Hamas esiste in quanto la situazione è perfettamente tale da
farla esistere, in quel dato luogo.
Post by Gabriele Fasanez
Ci sono e ci sono stati molti popoli che non hanno cibo, che non hanno
prospettive, ma non tutti questi si ammazzano...... che poi alla fine,
vorrei capire, per cosa?
Ti chiedi per cosa? Fondamentalmente per delle cose terra-terra e
fondamentali: mangiare, dormire sotto un tetto, vestirsi. Specialmente
quando un 1% della popolazione mangia, dorme e si veste a dismisura
mentre il restante 99% fa la fame. Molti popoli, o classi, non si
ammazzano e non ammazzano per il semplice motivo che non hanno neppure
la minima possibilità materiale di farlo.
Post by Gabriele Fasanez
Che ci sia qualcuno che radica odio, che ci sia una vera e propria volonta'
politica destabilizzatrice mi pare evidente, ma quello che mi chiedo e'
perche'?
Perché l'odio e la "destabilizzazione" (come tu la chiami; ma
"destabilizzazione" di cosa, di un qualche ordine mondiale in cui ti
riconosci?) sono ottimamente foraggiati e trovano un terreno
fertilissimo in situazioni prive di speranza. E' inutile scagliarsi
contro l'odio e fare il "nonviolento" quando non si è capaci di andare
alle vere radici della violenza. Tutto qui.
Post by Gabriele Fasanez
Cioe', dopo una giornata di lavoro, torno a casa, leggo il giornale o guardo
la tv e mi viene da chiedermi una cosa banale e scontata che e' "Perche'
tanto odio?"
Perché te ne stai, anzi ce ne stiamo perché non intendo tirarmene
certo fuori, con il culo su un divano davanti alla tua tv e leggi/amo
il tuo/nostro giornale di merda. Vedi passare le immagini sullo
schermo e ti fai una domanda tanto bella e "pregnante", ma continui a
startene assiso in panciolle, e magari ti pigli pure una birra dal
frigo pensando all'odio, e le patatine dalla dispensa pensando a
cotanta inutile violenza. Non sei lì dove si crepa. Non ne sai un
cazzo. Non ne sappiamo un cazzo.
Post by Gabriele Fasanez
E' per questo che ti ho fatto la domanda...
Ed è per questo che io ti ho dato le precedenti risposte.
Post by Gabriele Fasanez
Mi sta bene Lotta continua, mi sta bene la rivoluzione, pero' quando nella
rivoluzione ci e' entrato, e per morirci, qualche padre di famiglia che
magari di politica non gliene fregava nulla ma mandava avanti la baracca e
basta... allora non mi sta piu' bene... qualunque sua la rivoluzione.
Cantava Fabrizio de André, in una canzone che stavolta amo molto, che
"siamo tutti coinvolti". In una situazione tale da esplodere, tutti
c'entrano. Nessuno si può permettere di sentirsi fuori.
Parli di "politica", ma vedo che così cadi nel tranello del pensiero
astratto. Cos'è la "politica"? A me della "politica" non me n'è mai
fregato nulla, né me ne fregherà mai nulla. Mi importa, invece, della
realtà quotidiana, e solo a questa rapporto le mie "idee". E' la
realtà che mi porta a schierarmi da una parte, non la "politica". La
politica non esiste.
Esistono invece le circostanze pratiche per cui il "padre di famiglia"
(ma perché, poi, dovrà sempre essere un padre di famiglia) è nella
stessa merda degli altri anche se della cosa non gliene frega
apparentemente nulla. E' coinvolto come gli altri, e come gli altri,
ed insieme agli altri, muore.

Salut,


--
*Riccardo Venturi* <***@SPAMMACECCHIGORIspl.at>
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
So er an îr ufgestigen ist (Vogelweide & Wittgenstein)*
*CH-1700 Fribourg/Freiburg (Confoederatio Helvetica)
____________________________________________________
http://utenti.lycos.it/Guctrad/alamanno.html
http://utenti.lycos.it/Balladven/index.html
http://www.obiezione.it ==> Canzoni contro la guerra
Gabriele Fasanez
2004-06-26 12:41:03 UTC
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"Riccardo Venturi"
Post by Riccardo Venturi
Perché l'odio e la "destabilizzazione" (come tu la chiami; ma
"destabilizzazione" di cosa, di un qualche ordine mondiale in cui ti
riconosci?)
Destabilizzazione delle regole che ci sono.
Che poi piacciano o meno siano giuste o sbagliate e' un altro paio di
maniche. E' il modo di combatterle per cercare di cabiarle che a volte non
mi trova daccordo.
Post by Riccardo Venturi
Vedi passare le immagini sullo
schermo e ti fai una domanda tanto bella e "pregnante", ma continui a
startene assiso in panciolle, e magari ti pigli pure una birra dal
frigo pensando all'odio, e le patatine dalla dispensa pensando a
cotanta inutile violenza. Non sei lì dove si crepa. Non ne sai un
cazzo. Non ne sappiamo un cazzo.
Vero, e' innegabile.
"Non puoi giudicare perche' non si puo' sapere un cazzo della vita degli
altri" (cit.)
Una frase che faremmo bene a ricordarci, tutti, sempre... imho.
Post by Riccardo Venturi
Parli di "politica", ma vedo che così cadi nel tranello del pensiero
astratto. Cos'è la "politica"? A me della "politica" non me n'è mai
fregato nulla, né me ne fregherà mai nulla. Mi importa, invece, della
realtà quotidiana, e solo a questa rapporto le mie "idee".
Certo, ma tutti piu' o meno fanno cosi'.
Le idee ci sono perche' c'e' una realta' da vivere.
Chiaro che se facessi l'eremita in cima a un monte le preoccupazioni
sarebbero di altra natura rispetto a quelle che ho adesso, e quindi pure le
mie idee sarebbero diverse.
Post by Riccardo Venturi
Esistono invece le circostanze pratiche per cui il "padre di famiglia"
(ma perché, poi, dovrà sempre essere un padre di famiglia)
Anche un ragazzo che passa per strada
Post by Riccardo Venturi
è nella
stessa merda degli altri anche se della cosa non gliene frega
apparentemente nulla. E' coinvolto come gli altri, e come gli altri,
ed insieme agli altri, muore.
Questo non e' che lo condivida poi tanto.
E' chiaro, un miliardo di persone oggi campa sulla vita degli altri quattro
miliardi.
La disuguaglianza e' un problema, anzi, forse e' il problema.

Pero' quando si combatte per cercare di cambiare qualcosa, le famose regole
che non ci stanno bene secondo me si deve tener conto che non ci possiamo
scagliare contro tutto e tutti.
Ci sono delle persone che hanno la facolta' di fare qualcosa, certe altre
che non hanno il benche' minimo potere di cambiare. Perche' allora
scagliarci contro di loro?
E non diciamo che tutti nel nostro piccolo possiamo cambiare le cose perche'
e' una gran cazzata imho.
Non ci piacciono le regole? bene, cerchiamo di cambiarle o di convincere chi
puo' cambiarle a farlo!
E' questo che non ho mai capito delle lotte piu' dure.
A volte ho condiviso anche i motivi scatenanti ma non ho mai capito lo
"sparare nel mucchio" perche' tutti siamo coinvolti... coinvolti una sega,
io non sono coinvolto proprio in niente.
Io sono nato da questa parte del mondo, mi hanno dato delle regole, e io a
mia volta mi sono dato degli obiettivi, qualcuno l'ho raggiunto,
qualcun'altro no, ma le regole non le posso cambiare.
Faccio l'informatico, non sono ne' un politico, ne' un legislatore, ne' un
potente!
Cosa c'entra, per esempio, spaccarmi la vetrina del negozio o bruciarmi la
macchina perche' non si e' daccordo con la globalizzazione? (non e' successo
a me...).

Ogni protesta deve essere diretta contro chi ha il potere di fare qualcosa,
oppure occorre combattere per avere lo stesso potere.
Altrimenti si rischia di fare come facevo al liceo, quando scioperavamo per
"alti" motivi, come il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, solo per
passare una giornata all'aria aperta o per evitare un compito di latino...
oppure perche' era bello dire di fare sciopero.
--
LHG - Gabriele dalle lande toscane
Membro C.E.T.R. nr. 1
Cellula Errante ToscoRomagnola
ICQ - 52233382
Riccardo Venturi
2004-06-26 21:38:14 UTC
Permalink
On Sat, 26 Jun 2004 12:41:03 GMT, "Gabriele Fasanez"
Post by Gabriele Fasanez
Destabilizzazione delle regole che ci sono.
Che poi piacciano o meno siano giuste o sbagliate e' un altro paio di
maniche. E' il modo di combatterle per cercare di cabiarle che a volte non
mi trova daccordo.
Immagino che tu ti riferisca alle regole cui più o meno tutti siamo
sottoposti, tipo, che so io, pagare le tasse, sposarsi, avere dei
figli, mandare giù un rospo dietro l'altro in mezzo alle piccole,
terribili ingiustizie di tutti i giorni. Guarda bene che non mi
riferisco volutamente alle "grandi" ingiustizie, ma a quelle,
terra-terra, cui siamo sottoposti quotidianamente, nella nostra
piccola vita.
Se la tua "regola" principale, almeno da ciò che appare da quel che
scrivi, è quella di non rompere le scatole a nessuno senza che nessuno
te le rompa, cerca comunque di tenere presente che, a volte, tu rompi
le scatole in ogni caso a qualcuno e qualcuno in ogni caso te le
rompe.
Che tu non ti trovi d'accordo con certi modi di cercare di cambiare
"le cose", dipende quindi probabilmente dal tuo carattere e dalla tua
esperienza; è una cosa più che legittima e posso capirla bene.
Ma mi chiedo: qual è, allora, il _tuo_ sistema per cambiare le cose?
Lo hai trovato? Ne sei convinto?
Questo, naturalmente, ammesso che tu voglia veramente cambiarle,
queste famose cose (o certune di esse). Potrebbe anche darsi che,
invece, la tua vita ti sta perfettamente bene com'è e che del resto,
in fondo in fondo, non te ne importi granché.
E che, quindi, tu abbia una paura fottuta che qualcuno o qualcosa
possa intervenire a sconvolgere questo tuo tranquillo tran-tran
quotidiano fatto della tua informatica e di tutto il resto che più ti
sta a cuore. Anche questa è una cosa legittima, oltre che umanissima.
Ma non puoi venire a propagandare la fifa come regola di vita, e come
scusante per non fare niente.
Da qui il rifarsi (a volte, sinceramente, quasi maniacale) alle
cosiddette "regole". Ma guarda che, spesso e volentieri, codeste
regole non sono che un'invenzione o una convenzione; e come tali
possono essere cambiate, e lo sono state centinaia di volte durante la
storia umana.
Post by Gabriele Fasanez
Vero, e' innegabile.
"Non puoi giudicare perche' non si puo' sapere un cazzo della vita degli
altri" (cit.)
Una frase che faremmo bene a ricordarci, tutti, sempre... imho.
Mi sembra che sia tratta dal film "Radiofreccia" di Ligabue, se non
erro. Un discreto film in cui compariva anche Francesco Guccini come
barista.
Della vita degli altri non si può sapere tutto, è vero; e menomale,
aggiungo. Ciononostante, a volte se ne può sapere abbastanza per
interessarsi di quel che accade.
Senza contare che c'è un non indifferente rovescio della medaglia, che
si chiama indifferenza. Pensare solo ai cazzi propri, per intendersi;
tanto non puoi "sapere niente della vita degli altri", e te ne puoi
quindi comodissimamente fregare (ovviamente fintantoché agli "altri"
non frega niente della tua vita).
Anche di questo faremmo bene a ricordarci tutti, sempre. A mon avis.
Scusami ma detesto lo "imho" e tutte quante le abbreviazioncine
"understatementose" anglosassoni.
Post by Gabriele Fasanez
Anche un ragazzo che passa per strada
Giusto, magari fatto fuori da un proiettile vagante della polizia.
Oppure colpito per sbaglio da qualche aereo USA a Mossul. Oppure da
una granata caduta sul mercato di Sarajevo mentre comprava degli
zucchini. Come si chiamano? "Effetti collaterali", mi sembra. Ma come
mai ci sarà "tanto odio" quando si potrebbe stare tutti tranquilli a
fare gli informatici, o i padri di famiglia, o i ragazzi che passano
per la strada, poffarbacco?...
Post by Gabriele Fasanez
E' chiaro, un miliardo di persone oggi campa sulla vita degli altri quattro
miliardi.
La disuguaglianza e' un problema, anzi, forse e' il problema.
Ti do delle cifre diverse: il profitto dei maggiori 358
multimiliardari di tutta la terra equivale alla somma dei redditi del
45% della popolazione del pianeta (2,5 miliardi di persone).
Alla faccia della "disuguaglianza".
Qui siamo di fronte a qualcosa di ben più grave.
Quella cosa che, continuando ad agire così ed avere talmente tanta
paura da non riuscire ad immaginare che si potrebbe cambiare qualcosa
(e a dare addosso come pecore a chi cerca invece di farlo), prima o
poi ci cadrà addosso. Per questo siamo tutti coinvolti. Per questo
siamo tutti colpevoli, anche se non ci sembra di avere colpe dirette
(che male gli hanno fatto Riccardo Venturi o Gabriele Fasanez al
bambino che crepa di fame o che viene sfruttato e torturato in qualche
fabbrica filippina dove si fanno le Nike?)
La rassegnazione. E la rassegnazione è un suicidio quotidiano.
C'è un film spagnolo che si chiama "I lunedì al sole" (Los lunes al
sol). Il regista si chiama Fernando Leòn de Aranoa. Uno dei
protagonisti, un povero disoccupato, racconta che a questo mondo,
volenti o nolenti, siamo tutti abbracciati come gemelli siamesi, e che
si vive tutti quanti nello stesso palazzo. Apparentemente,
l'ingiustizia sociale divide, anzi spacca, il mondo a metà; alcuni
negli attici e superattici, tanti altri nelle cantine. Tutto ciò
secondo logiche ed anche secondo le famose "regole" di cui fai
professione. Chi se la gode ai piani alti pensa di potersene fregare
(ed aggiungo: anche molti che vivono ai piani meno alti) delle
sciagure dei cantinari; ma la necrosi attraversa gli strati sociali,
come una cancrena od un cancro che partono da un piede ed arrivano al
cervello. Il crollo che sale dalle cantine farà precipitare pure gli
attici e le terrazze; ed alla fine, se l'organismo sociale non
guarisce, non si salva nessuno.
Dove l'esistenza inizia ad ammalarsi, se mancano giustizia ed armonia,
rischiamo tutti. Anche chi porta a casa i suoi quattro soldini e li
spende spensieratamente non sentendosi "coinvolto".
Post by Gabriele Fasanez
Pero' quando si combatte per cercare di cambiare qualcosa, le famose regole
che non ci stanno bene secondo me si deve tener conto che non ci possiamo
scagliare contro tutto e tutti.
E perché no? A volte penso che, invece, ci sia veramente bisogno, e un
bisogno fottuto, di scagliarsi contro tutto e tutti. Specialmente
contro le "regole".
Post by Gabriele Fasanez
Ci sono delle persone che hanno la facolta' di fare qualcosa, certe altre
che non hanno il benche' minimo potere di cambiare. Perche' allora
scagliarci contro di loro?
E non diciamo che tutti nel nostro piccolo possiamo cambiare le cose perche'
e' una gran cazzata imho.
Non ci piacciono le regole? bene, cerchiamo di cambiarle o di convincere chi
puo' cambiarle a farlo!
Cioè, in traduzione: sottomettiamoci tranquillamente alle "regole" del
potere, che siano o meno "rappresentative" o "democratiche", cercando
di "convincere a cambiare" chi può farlo? E come? "Votando"?
Guarda che sono proprio _quelle persone_ che detengono il potere di
cambiare le cose, che hanno _tutto l'interesse_ a non farlo. Te ne sei
mai reso conto?
Ci sono invece un sacco di persone che di potere di cambiare le cose
non ne hanno affatto, ma che sono semplicemente stufe di ingoiare, di
soggiacere, di sottomettersi. E a furia di tirar calci, anche
piccolissimi, in quell'enorme muro di cemento che sembra intoccabile,
le crepe cominceranno a vedersi. Anzi, già si vedono. Basta avere un
minimo di attenzione per accorgersene; e, soprattutto, di togliersi le
fette di salame dagli occhi.
Se per te tutto ciò è "iyho" una "gran cazzata", che dirti? Potrei
concludere semplicemente con un "non posso farci nulla", ma per natura
preferisco cercare di far qualcosa anche con te. Di parlarti, ad
esempio. Magari non te ne importa nulla, o non te ne importerà nulla
comunque; ma io ci provo.
Post by Gabriele Fasanez
E' questo che non ho mai capito delle lotte piu' dure.
A volte ho condiviso anche i motivi scatenanti ma non ho mai capito lo
"sparare nel mucchio" perche' tutti siamo coinvolti... coinvolti una sega,
io non sono coinvolto proprio in niente.
Ah sì, lo credi davvero? O te ne vuoi autoconvincere (disperatamente)?
D'accordo, lo si capisce bene: da un lato senti anche tu che c'è
qualcosa che non quadra, che non va, che ci sono, appunto, dei "motivi
scatenanti" per certe cose; dall'altro, invece, ad un certo punto te
ne tiri fuori, "per quanto tu ti creda assolto". C'è una
contraddizione in termini, in questa cosa. A mio parere, bisogna
invece che tu ti decida, e che tutti si decidano. In un senso o
nell'altro. O ti decidi, anche tu, a fare qualcosa nel tuo
piccolissimo piccolo, oppure te ne freghi sul serio, vivi la tua vita
e tanti auguri di non avere mai una crisi di coscienza.
"Bisogna capire che non esiste nessuna contraddizione tra vivere e
lottare, fra essere e schierarsi. E questo può continuare ad avvenire
solo a partire dalle piccole cose di tutti i giorni, dove siamo vivi,
dove ci confrontiamo."
Lo ha scritto un mio amico, che non conosci. Mi permetto qui di
citarlo.
Post by Gabriele Fasanez
Io sono nato da questa parte del mondo, mi hanno dato delle regole, e io a
mia volta mi sono dato degli obiettivi, qualcuno l'ho raggiunto,
qualcun'altro no, ma le regole non le posso cambiare.
Anche io sono nato da questa parte del mondo.
Confesso che anche a me hanno cercato di darmi delle "regole"; ma da
quando ho la cosiddetta "età della ragione" passo il mio tempo a
cercare di disfarle, perché non me ne sta bene una che sia una. E
perché voglio vedere che cosa ci sia sotto, di vero e di vivo, che non
ha bisogno di nessuna regola per essere.
Devo dirti che, in questo, non mi sento affatto un solitario o un
donchisciotte. Sono quanto di meno donchisciottesco tu possa
immaginare, e non mi piace lottare contro mulini a vento. Tutt'altro.
Non mi piace darmi obiettivi, anche perché, quando a volte me li sono
dati, è intervenuta una cosa che "latet" nella vita di tutti:
l'assurdo. L'imprevisto. Il non preventivato, spesso (nella mia vita)
in forme decisamente pittoresche.
Ma anche in forme "normali" non pittoresche, ci sono delle cose
capacissime di mandare a puttane tutti gli obiettivi possibili e
immaginabili, e tutte le nostre belle "stradine" che ci eravamo
tracciate per raggiungerle, corredate dai binari e dalle "regole" di
ordinanza.
A questo punto, dai picchia e mena, viene la voglia di andare a vedere
di che cosa siano davvero fatte quelle "regole", e di che pasta siano
anche i famosi "obiettivi" che più o meno tutti dovrebbero
raggiungere.
E' quindi per questo che ti dico che le "regole" non vanno né
cambiate, né aggiornate, né modificate; vanno semplicemente distrutte.
Rimosse. Eliminate. Anche e soprattutto perché sono false.
Post by Gabriele Fasanez
Faccio l'informatico, non sono ne' un politico, ne' un legislatore, ne' un
potente!
Buon per te. Io faccio l'interprete e il traduttore di manuali tecnici
(valvole, filtri, turbine ecc.). Nella vita, molti anni fa, mi ero
posto altri "obiettivi"; ma certe cose che sono intervenute mi hanno
fatto pigliare altre strade, e mostrato cose diverse che non avevo
certo previsto.
Ovviamente neppure io sono né un "politico" né tantomeno un "potente";
e mi guardo bene dall'essere o dal voler diventare entrambe le cose!
Post by Gabriele Fasanez
Cosa c'entra, per esempio, spaccarmi la vetrina del negozio o bruciarmi la
macchina perche' non si e' daccordo con la globalizzazione? (non e' successo
a me...).
Posso certamente capire che al proprietario del negozio (sempre che si
tratti di un negozietto qualsiasi, e non della vetrina di Benetton, di
Footlocker eccetera) o a quello della macchina (sempre che per
comprarsela non si sia indebitato fino al collo perché "fa figo" o
roba del genere) non faccia piacere vedersi spaccare la vetrina o
incendiare l'amato bene. Sicuramente, in dei casi sono anche state
spaccate vetrine di negozietti o incendiate utilitarie di gente che se
ne serviva per andare a lavorare. Ma si tratta pur sempre di
_oggetti_. Invece, la maggioranza delle volte, chi va a spaccare
vetrine (e che sono comunque delle minoranze) se la prende con le
vetrine delle banche e delle multinazionali e cerca, con questo, di
esercitare un'azione simbolica facendo a pezzi oggetti inanimati,
mentre i contadini brasiliani, i ribelli messicani, i minorenni che
lavorano nelle fabbriche dove si producono le schifezze che compriamo
(o meglio, schifezze alle quali viene appiccicato un "marchio") sono
_vivi_ e soffrono davvero. Si fa tutto 'sto casino per delle vetrine
che si rompono o per delle macchinine che bruciano, ma non si fa un
cazzo per della gente che muore.
Post by Gabriele Fasanez
Ogni protesta deve essere diretta contro chi ha il potere di fare qualcosa,
E come gliela dirigeresti, questa protesta? Con una petizione?
Post by Gabriele Fasanez
oppure occorre combattere per avere lo stesso potere.
Fammi capire. Ti vorresti allora sostituire a loro? Pensi di riuscire
a fare meglio di loro? Pensi di riuscire a sfuggire alle logiche che
stanno dietro ad ogni tipo di potere? Pensi così di riuscire ad
aggiustare il mondo? E parli di "combattere"? E come? Con l' "arma del
voto", cioè eleggendo, delegando, facendoti "rappresentare" da uno
piuttosto che dall'altro?
Wow.
Post by Gabriele Fasanez
Altrimenti si rischia di fare come facevo al liceo, quando scioperavamo per
"alti" motivi, come il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, solo per
passare una giornata all'aria aperta o per evitare un compito di latino...
oppure perche' era bello dire di fare sciopero.
Aspetta che ti passo un attimo la mia ragazza, che ha da dirti
qualcosa al riguardo perché ha un bel po' meno di anni di me, e
quindi, per lei, sono cose più vicine nel tempo di quanto non lo siano
le mie, residuato come sono degli anni '70.
Le parole che seguono sono quindi sue.

*

Ho fatto quattro anni di liceo in un collegio cattolico, da interna,
chiusa dentro cinque giorni su sette. L'opposizione, lo sciopero, la
manifestazione, la critica non erano contemplate, semplicemente.
Proibite. Così come tanti tipi di musica, di abbigliamento, di
semplice svago. Se protestavi, o andavi a baciare i piedi implorando
perdono, o te ne volavi fuori; e non tutti potevano permettersi di
fare gli eroi e di farsi sbattere fuori perdendo un anno.
Quando finalmente sono uscita di lì, alla prima piccola
manifestazioncina universitaria contro un aumento delle tasse
d'iscrizione, ci sono andata con tutt'altro spirito che quello di
prendere un paio d'ore d'aria, o di saltare qualche ora di lezione.
In ogni caso, anche se fossi potuta andare a un liceo pubblico e ci
fosse stata una qualsiasi occupazione, o manifestazione, o cosa ti
pare, penso che, come tutti i ragazzi di questo mondo, la avrei presa
anche come un momento di tanto desiderata libertà da professori, esami
e "regole" varie, che nella scuola (pubblica o privata che sia) come
nella vita sono fatte apposta, e sempre e solo, per opprimere. Per
tarpare le ali. Avrei magari anche fatto un bel po' di casino, ma
questo non vuol dire che non avrei preso sul serio il perché si
facesse quel che si stava facendo, i motivi, le cause.

*

Per concludere (torno a scrivere io): una piccola nota personale che
ritengo necessaria in questa chiacchierata.
Con tutte le cose che ti ho detto (anzi scritto), lungi da me dal
considerarmi in qualche modo "migliore" di te, o roba del genere.
Ognuno è che quel che è, con il proprio carattere e la propria
esperienza. Cerco di pormi nei tuoi confronti, e nei confronti di
tutti, in questa precisa ottica.
Cerco di raccontarmi senza alcuna pretesa, non sono e non voglio
essere detentore di alcuna "verità" e, malgrado le apparenze, cerco
sempre di ascoltare gli altri e quel che hanno da dire.
Te lo volevo dire.

Salut,



--
*Riccardo Venturi* <***@SPAMMACECCHIGORIspl.at>
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
So er an îr ufgestigen ist (Vogelweide & Wittgenstein)*
*CH-1700 Fribourg/Freiburg (Confoederatio Helvetica)
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http://utenti.lycos.it/Guctrad/alamanno.html
http://utenti.lycos.it/Balladven/index.html
http://www.obiezione.it ==> Canzoni contro la guerra

GianfraH
2004-06-25 18:37:47 UTC
Permalink
Non e' colpa mia, e' di Gabriele Fasanez
Post by Gabriele Fasanez
Bel post, Riccardo, bel post davvero.
Non sono daccordo in alcuni punti, diciamo un 5% ma concordo in tutto il
resto. Ovviamente non rispondo per replicare al 5% in cui mi trovi in
disaccordo perche' avendo poca abilita' dialettica, o meglio, di tastiera in
questo caso :-), mi smerderesti in poche righe ed essere smerdato per un 5%
non mi va! ;-)
10 e lode per il savoir faire... bella prova...

Cmq, conoscendo Riccardo, direi la Fiorentina.

Saluti

GianfraH
--
Deusu a' fattu is stampusu
po non crepai is fiancusu
Riccardo Venturi
2004-06-25 19:01:06 UTC
Permalink
On Fri, 25 Jun 2004 20:37:47 +0200, GianfraH
Post by GianfraH
Cmq, conoscendo Riccardo, direi la Fiorentina.
Diciamo che per la Fiorentina, in tempi passati, sono stato disposto a
prendere, e ho preso, delle belle legnate.

Salut,
FORZA VIOLA ETERNAMENTE
ops, ho sbagliato niusgrup?


--
*Riccardo Venturi* <***@SPAMMACECCHIGORIspl.at>
*Er muoz gelîchesame die leiter abewerfen
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*CH-1700 Fribourg/Freiburg (Confoederatio Helvetica)
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http://www.obiezione.it ==> Canzoni contro la guerra
GianfraH
2004-06-25 19:00:56 UTC
Permalink
Non e' colpa mia, e' di Riccardo Venturi
Post by Riccardo Venturi
Post by GianfraH
Cmq, conoscendo Riccardo, direi la Fiorentina.
Diciamo che per la Fiorentina, in tempi passati, sono stato disposto a
prendere, e ho preso, delle belle legnate.
Oggi per il Friburgo?
Post by Riccardo Venturi
Salut,
FORZA VIOLA ETERNAMENTE
ops, ho sbagliato niusgrup?
Forz... no, non mi riesce... :)

Saluti

GianfraH
--
Deusu a' fattu is stampusu
po non crepai is fiancusu
Riccardo Venturi
2004-06-25 19:15:47 UTC
Permalink
On Fri, 25 Jun 2004 21:00:56 +0200, GianfraH
Post by GianfraH
Oggi per il Friburgo?
Dunque, vedere le partite del Friburgo è per me semplicissimo. Vado
allo stadio "St. Léonard" e, sfruttando la mia alta statura, non pago
neanche il biglietto di ingresso perché mi basta appoggiarmi al muro
di cinta (basso). Una visuale perfetta, e ci si vede delle belle
partitine. Spettatori paganti: circa 300. Il resto dei friburghesi
sono alla "Patinoire" lì accanto a vedere la squadra di hockey, in
serie A.
Post by GianfraH
Forz... no, non mi riesce... :)
Forza cosa...? Su, coraggio, vediamo se sei un òmo... :-P

Salut,
BRUTTI GOBBACCI MERDOSI E LURIDI
(o vediamo...)



--
*Riccardo Venturi* <***@SPAMMACECCHIGORIspl.at>
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*CH-1700 Fribourg/Freiburg (Confoederatio Helvetica)
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http://utenti.lycos.it/Balladven/index.html
http://www.obiezione.it ==> Canzoni contro la guerra
GianfraH
2004-06-25 19:20:41 UTC
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Non e' colpa mia, e' di Riccardo Venturi
Post by Riccardo Venturi
Post by GianfraH
Forz... no, non mi riesce... :)
Forza cosa...? Su, coraggio, vediamo se sei un òmo... :-P
No, grazie... :)
Omo si... e ho le mie convinzioni... siete stati in
gamba a rialzarvi... sono in gamba i ragazzi...
...ma oltre non riesco a sbilanciarmi, e' piu' forte di me.
Post by Riccardo Venturi
Salut,
BRUTTI GOBBACCI MERDOSI E LURIDI
(o vediamo...)
Non son Viola, ma se mi dai del gobbo m'incazzo... :)

(e la finisco qui, perche' avevo promesso di non parlare
mai e poi mai di calcio in questo NG dopo una brutta
esperienza con qualche "illuminato")

Saluti

GianfraH
--
Deusu a' fattu is stampusu
po non crepai is fiancusu
Gabriele Fasanez
2004-06-26 12:48:32 UTC
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"GianfraH"
Post by GianfraH
Cmq, conoscendo Riccardo, direi la Fiorentina.
ViolA A vitA!!!
--
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