Discussione:
Niente di nuovo...ma basterebbe, solo che pochi lo sanno...
(troppo vecchio per rispondere)
The Sentinel
2009-09-15 12:32:16 UTC
Permalink
http://www.beppegrillo.it/2009/09/passaparola_lun_34/index.html

http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/09/14/la_diretta_con_marco_travaglio.html

*****
La mafia fa le pentole, ma non i coperchi

Testo:
"Buongiorno a tutti, oggi ci riguardiamo di nuovo in faccia, sono felice,
parliamo di quello che è successo negli ultimi giorni brevemente nel campo
politico, avete visto, Fini tenta un'altra volta di smarcarsi come aveva
tentato di fare due anni fa, poi due anni fa ci fu il precipitare del
Governo Prodi con le elezioni anticipate e dovette rinculare indietro,
questa volta sembra fare sul serio e sta cominciando anche a esplicitare i
temi del suo dissenso dalla leadership di Berlusconi.

Gianfranco Fini in cerca di redenzione
Finché erano temi lontani dai terreni di caccia degli interessi del
Cavaliere come la bioetica, la fecondazione assistita, i problemi legati
all'immigrazione,
la difesa del Parlamento dalla decretomania e dai continui voti di fiducia,
la polemica con la Lega Nord sull'Italia unita o più o meno unita era un
conto.
Quando invece si va a toccare il cuore del caso Berlusconi e Fini lo ha
fatto l'altro giorno a Gubbio e cioè quando si dice: noi non dobbiamo dare
neanche l'impressione lontanamente di non volere la verità sui mandanti
delle stragi del 92 e del 93 e quando aggiungere Fini: non ho mai avuto
dimestichezza con grembiulini e con compassi, con la massoneria, a
cominciare dalla Pd2 che era addirittura la peggiore massoneria che abbia
avuto il nostro paese, allora le cose si fanno serie, è la prima volta da
quando Bossi si sganciò da Berlusconi e rimase sganciato per qualche anno,
salvo poi tornare all'ovile, è la prima volta che un allenato di Berlusconi,
pone il problema dei rapporti tra Berlusconi e la Pd2, anche se in maniera
velata, ma comunque chi doveva capire ha capito e si smarca anche a stretto
giro di posta sui temi della lotta alla mafia, appena il giorno prima
Berlusconi aveva detto: è una follia che pezzi di procure si occupino ancora
di indagini su fatti vecchi del 1992/1993/1994 cospirando contro di noi,
Fini il giorno dopo ha detto: Santo Dio, che dovrebbero fare i magistrati
quando si ritrovano in mano delle novità sulle stragi? Sono le ultime stragi
che si sono verificate in Italia quelle del 1992 e 1993, che possono e che
debbono fare i magistrati quando hanno novità su quelle stragi, se non
riaprire le indagini o proseguire le indagini? Che devono fare, eliminare il
testimone o il pentito che gli sta dando nuove informazioni? Cestinare le
carte, mangiarsele? Probabilmente è quello che vorrebbe Berlusconi, non è
escluso che non ci siano magistrati che fanno così o che hanno fatto così in
passato e che poi hanno fatto carriera.
Per fortuna ce ne sono ancora a Milano, Firenze, Palermo e Caltanissetta che
sono invece interessati alla verità.
Il giorno dopo la dichiarazione di Berlusconi sulla follia e la cospirazione
interviene Fini e dice: se non abbiamo niente da nascondere, cari amici per
quale motivo dovremmo dirci contrari alla riapertura delle indagini.
All'indomani
ancora, l'altro Presidente, quello che purtroppo adesso è il capo dello
Stato reggente, perché Napolitano è in Corea, cioè il grande statista Renato
Schifani, già socio nella sicula broker di due persone che oggi sono
condannate e in galera per mafia, è intervenuto dicendo che lui non ama i
teoremi giudiziari su mafia e politica, te credo, ne ha ben donde avendo
avuto dei soci così, ci mancherebbe che amasse, non dico i teoremi, diciamo
le indagini sulla mafia!
Tra l'altro l'uso della parola "teorema" è una delle parole che andrebbero
abolite a proposito della giustizia, perché il teorema è una dimostrazione
matematica, qualcosa di scientifico, il teorema di Euclide, di Pitagora, qui
si usa la parola "teorema" come se fosse una fumisteria, è esattamente il
contrario del significato etimologico del termine, teorema è tac, tac,
invece qui dicono "teorema, quindi non è vero niente, non si rendono conto
che quando chiamano teorema un'ipotesi investigativa, la stanno nobilitando,
sono ignoranti oltre a essere dei mascalzoni! In ogni caso questo è il
clima, Fini ha detto ciò che neanche il centro-sinistra ha detto, perché lo
sapete, in questi anni il centro-sinistra non ha mai detto nulla di nulla,
di nulla, salvo rarissime e poco importanti eccezioni sulla necessità di
scoprire i mandanti occulti delle stragi, la ragione è molto semplice, che
le trattative che nascondono i mandanti occulti delle stragi, almeno dalla
strage di Borsellino a quelle di Roma, Firenze e Milano, si svolgono a
cavallo tra la prima e la seconda repubblica, la prima trattativa importante
è quella avviata dal Ros dei Carabinieri tramite Vito Ciancimino della quale
sta parlando il figlio di Ciancimino e della quale hanno già parlato Brusca
e altri e lì Berlusconi non c'era in politica, in politica c'era il Governo
Amato con il suo neoministro dell'interno Nicola Mancino e del quale hanno
parlato Brusca, il figlio di Ciancimino, Paolo Borsellino nel suo diario, a
proposito del famoso incontro etc..
La seconda trattativa è quella che invece avviene dopo l'arresto di Riina e
le nuove stragi nel continente, che probabilmente furono fatte per
richiamare qualcuno a trattare, dopo l'arresto di Riina e dello stesso
Ciancimino, è quella, leggiamo nella sentenza Dell'Utri è una trattativa che
ha fatto Dell'Utri con Provenzano e con Mangano che faceva la spola tra
Palermo e Milano, mentre a Milano nasceva Forza Italia e a Palermo la mafia
decideva di affossare il suo stesso partito che aveva costruito negli ultimi
anni, Sicilia Libera per confluire nel partito di Dell'Utri e di Berlusconi,
quindi capite che se della prima trattativa, come molti dicono, erano
consapevoli e addirittura ispiratori o comunque erano d'accordo personaggi
della prima repubblica che oggi stanno nel centro-sinistra, non c'è una
grande voglia del centro-sinistra di fare giustizia, infatti avete visto che
tutte le contraddizioni che sono emerse questa estate a proposito di
Mancino, l'intervista di Ayala, le ritrattazioni, le correzioni di tiro e di
rotta, sono passate completamente inosservate anche sulla stampa "libera"
ammesso che ne esista una.

Preoccupazione a destra e a sinistra
Quindi non c'è solo Berlusconi che deve preoccuparsi e che è preoccupato
dalla riapertura di quei capitoli, ma c'è anche qualche bello spezzone del
vecchio centro-sinistra confluito nella cosiddetta seconda repubblica.
Fini per sua fortuna ne ha fatte ovviamente tante anche lui, sta arrivando
molto in ritardo a sganciarsi da Berlusconi, questo mio non è un elogio di
Fini naturalmente, ma Fini ha la fortuna di non avere vissuto da
protagonista quelle vicende, quindi di poter dire guardando a destra e a
sinistra, se non abbiamo niente da nascondere per quale motivo non dovremo
incoraggiare i magistrati a andare fino in fondo? Speriamo che tenga botta,
visto che l'abbiamo già visto sporgersi molto spesso e poi rinculare
immediatamente dopo le solite bastonate che televisioni e house organ del
Cavaliere gli tirano, speriamo che questa volta metta le palle sul tavolo,
uso un'espressione volgare, ma credo che di questo ci sia bisogno per questo
personaggio e le tenga lì e nei prossimi mesi cerchi di fare argine contro
la bufera che investirà la Magistratura che sta indagando sulle stragi, sui
mandanti occulti e sulle trattative perché è evidente che se quelle indagini
andranno a buon fine, prima o poi noi scopriremo cosa è stato scoperto e
quando scopriremo cosa è stato scoperto, ci sarà chi naturalmente avrà paura
di quelle verità e quindi tenterà continuamente di delegittimare testimoni,
collaboratori di giustizia e magistrati come già avvenne a metà degli anni
90, quando i primi mafiosi collaboratori cominciarono a parlare di queste
cose, furono prima insultati oppure screditati da politici di destra e di
sinistra che vanno da Napolitano a Del Turco, allora Presidente
dell'antimafia
ai soliti trombettieri berlusconiani che poi dovettero fare la legge sui
pentiti per tappare loro la bocca.
Questa volta si spera che ci sia qualcuno in ambito politico che si occupa
di queste vicende e che si mette a difendere non i teoremi, ma semplicemente
i magistrati che fanno il loro dovere punto e basta per quanto riguarda
Fini.
Invece la domanda vera è: perché Berlusconi si è scatenato? Berlusconi si è
scatenato e il giorno dopo è arrivato il Procuratore di Palermo e ha
dichiarato: non capisco per quale motivo il Cavaliere si sia scatenato così
tanto a proposito di Palermo che indagherebbe sulle stragi, Palermo non ha
nessuna competenza per indagare sulle stragi, quindi noi non abbiamo nessuna
indagine sulle stragi, per quale motivo se la prende con noi? Il Procuratore
Messineo ha risposto così, in effetti non si capisce di cosa stia parlando
il Cavaliere, a meno che il Cavaliere non abbia delle informazioni che noi
non abbiamo, perché? Perché in questo momento la geografia delle indagini
sui mandanti occulti e sulle trattative è così disposta: competente sulla
strage di Capaci e di Via D'Amelio è la Procura di Caltanissetta, perché?
Perché sono morti due magistrati di Palermo e quindi quando accusato di
commettere un reato, oppure vittima di un reato è un magistrato, se ne
occupano i suoi colleghi ma del distretto confinante, non se ne possono
occupare i colleghi del suo stesso ufficio, quindi Caltanissetta indaga su
Capaci e Via D'Amelio, su Capaci non ci sono novità, i processi giunti a
definitiva conclusione, reggono e quindi non ci sono novità.
Invece per quanto riguarda Borsellino, le novità ci sono altroché e
riguardano le dichiarazioni sia di Spatuzza, che è l'ex capo della Famiglia
di Brancaccio e le dichiarazioni di Massimo Ciancimino, queste novità
porteranno probabilmente, anzi quasi sicuramente, alla revisione del
processo Borsellino, laddove ci si occupava di quello che materialmente
portò l'automobile, il cui blocco motore fu poi trovato sulla scena della
strage, la macchina imbottita di esplosivo che uccise Borsellino e gli
uomini della sua scorta.
Per questa ricostruzione si era dato credito, non soltanto a Vincenzo
Scarantino che si era autoaccusato di avere rubato e portato la macchina, ma
anche a altri che convalidavano quella sua tesi e soprattutto si era dato
credito a una serie di elementi che sembravano confermarla. Ora c'è un altro
che si accusa che è Gaspare Spatuzza e quindi le sue dichiarazioni sono
ritenute più credibili di quelle di Scarantino e quindi probabilmente ci
sarà da rivedere alcune posizioni, che comunque non cambiano il quadro di
insieme, semplicemente cambia "famiglia" la strage di Via D'Amelio, ma
sempre mafia è, sempre Cosa Nostra, e sempre va scoperto chi suggerì a Toto
Riina l'accelerazione di quella strage, perché Riina com'è noto non aveva in
programma di uccidere Paolo Borsellino, aveva in programma tutt'altri
obiettivi nell'estate del 1992, quando invece gli arrivò questo ordine
esterno che poi sfociò nella strage di Via D'Amelio.
Queste novità di Caltanissetta, per il momento non sono note per quanto
riguarda invece i mandanti esterni della strage Borsellino e è probabile che
non ci siano grosse novità sui mandanti esterni, le novità invece emergono
più a Palermo, a questo proposito, per quale motivo? A Palermo si sta
indagando non sulle stragi, Palermo non può indagare sulle stragi perché le
vittime delle stragi erano i magistrati palermitani Falcone e Borsellino.
Palermo sta indagando sulle trattative che si svolsero a Palermo,
naturalmente e che sfecero da sfondo alle stragi, quindi è una specie di
fondale davanti al quale si muovono la mafia e i suoi obiettivi e che
possono aiutare a capire il contesto di quelle stragi, ma che non
arriveranno mai a colpire i mandanti occulti delle stragi, perché di quelli,
se verranno individuati, si dovranno occupare i magistrati di Caltanissetta
per quanto riguarda Capaci e Via D'Amelio e quelli di Firenze per quanto
riguarda le stragi del continente.
Firenze è competente sulle stragi di Via dei Georgofili, delle Basiliche di
San Giorgio Al Velabro e San Giovanni Laterano e di Via Palestro padiglione
di arte moderna e contemporanea a Milano, sono stragi che si sono verificate
in rapida successione, sapete che il 14 maggio 1993 tentarono di fare la
pelle a Maurizio Costanzo in Via Fauro a Roma, il 27 maggio colpirono Via
dei Georgofili, la Torre dei Pulci vicino agli Uffizi a Firenze e fecero 5
morti, se non erro, e una dozzina di feriti, il 27 luglio ci furono le due
stragi in simultanea a Milano al padiglione di arte moderna di Via Palestro,
altri 5 morti e a Roma qualche ferito soltanto alle due basiliche del
Velabro e del Laterano.
Questa successione di eventi è stata ritenuta ovviamente parte di un'unica
strategia e se ne è occupata sempre la Procura di Firenze.

Il ritorno di Ilda Bocassini
Recentemente si è sentito parlare di un ritorno di fiamma di Ilda Boccassini
che è Procuratore aggiunto a Milano e che prossimamente potrebbe diventare
il capo della direzione distrettuale antimafia della Procura di Milano. Di
cosa si sta occupando la Boccassini? Si sta occupando un po' come sta
facendo quella di Palermo, nei confronti della strage di Via D'Amelio, allo
stesso modo quello che sta facendo la Boccassini nei confronti delle stragi
del 1993, si sta occupando del contesto politico - imprenditoriale che in
quel periodo stava di sfondo alle stragi e che ha prodotto le stragi, stragi
che lo sanno anche i bambini, non possono essere state decise in autonomia
da Totò Riina prima e da Leoluca Bagarella dopo, con tutta la fiducia che
possono avere del loro livello culturale, l'idea che Totò 'u curto e i suoi
uomini e parenti fossero molto ferrati sulla dislocazione del padiglione di
arte moderna e contemporanea di Via Palestro a Milano o sulla Torre dei
Pulci a Firenze o sul Velabro a Roma, neanche sapevano che esistevano questi
monumenti, è ovvio, fossero stati la Torre di Pisa o il Colosseo, uno
potrebbe anche attribuirglieli, ma è evidente che questi sono degli
obiettivi talmente mirati e talmente particolari che qualche suggeritore c'è
per forza e del resto nelle sentenze lo si legge.
La Boccassini quindi si sta occupando anche lei, avendo sentito Spatuzza,
come ha fatto la Procura di Firenze perché? Perché Spatuzza si occupa anche
di un'altra strage, oltre a essersi autoaccusato della strage Borsellino
dice, essendo lui stato il capo del mandamento di Brancaccio, mandamento di
Brancaccio che era capitanato dalla famiglia Graviano, sono quelli che hanno
fatto fuori Don Puglisi e sono quelli che si sono occupati materialmente
delle stragi del 93. Che cosa dice Spatuzza dei Graviano? Parla dei rapporti
che avevano i Graviano a Milano con personaggi che già risulta - basta avere
letto la sentenza Dell'Utri per saperlo - che hanno avuto rapporti con
Dell'Utri:
l'abbiamo pubblicate un po' di carte del processo Dell'Utri, c'è un libro
che si chiama " L'Amico degli Amici", è un libro arancione, sono tutti gli
atti, insomma è abbastanza impegnativo, però pubblicato dalla Bur potrebbe
essere utile là, soprattutto, dove si raccontano i rapporti tra Dell'Utri e
alcuni uomini legati al clan dei Graviano, che gravitavano, in quel 1993, a
Milano. Ce ne era uno in particolare che era arrivato a Milano per sistemare
suo figlio nei pulcini del Milan e Dell'Utri pare abbia fatto da tramite.
Quindi stiamo parlando, anche qui, di rapporti che non sappiamo se
costituiscono reato o meno, ma che insomma c'erano.
Secondo Attilio Bolzoni, che l'ha scritto su Repubblica ieri, Spatuzza ha
detto ai magistrati di Firenze " Giuseppe Graviano mi disse che, per
quell'attentato,
avevamo la copertura politica del nostro compaesano": il compaesano pare di
capire, anche se bisogna stare attenti - e infatti qua su Repubblica stanno
molto attenti - sembrerebbe essere il siciliano più illustre di Forza
Italia, ossia Marcello Dell'Utri, dice sempre Spatuzza. Spatuzza lo dice a
Firenze, a Milano la Boccassini sta lavorando su tutti i rapporti
imprenditoriali, soprattutto, che la famiglia Graviano aveva avviato a
Milano e sui contatti che c'erano tra quegli ambienti e gli ambienti
dellutriani, per spiegare che cosa stava dietro, cioè per spiegare se è così
folle l'idea che i Graviano e Dell'Utri abbiano qualcosa a che fare, o se
invece emergono dei punti di contatto e, come vi ho detto, già emergono nel
processo Dell'Utri. Sapete quale è la mia impressione? La mia impressione..
ah, naturalmente qui l'attentato di cui si parla, di cui parla Spatuzza -
" Giuseppe Graviano mi disse che, per quell'attentato, avevamo la copertura
politica del nostro compaesano" - Spatuzza sta parlando dell'ultimo
attentato, ovvero di una Lancia Thema imbottita con 120 chili di esplosivo
che, tra il novembre e il dicembre del 93, doveva esplodere allo Stadio
Olimpico e fare una strage di Carabinieri del servizio d'ordine; su quella
strage ci sono sempre stati problemi di datazione, anche perché, per
fortuna, non si è mai verificata, nel senso che la prima volta si guastò un
innesco elettrico e conseguentemente non esplose la bomba e la volta
seguente, quando tutto era pronto, invece ci fu un contrordine e di lì la
mafia smise di sparare, perché probabilmente aveva trovato colui il quale
era in grado di mantenere i patti, dopo averli fatti e, secondo la sentenza
Dell'Utri, quel "colui" era Marcello Dell'Utri. E' proprio questo che volevo
dire: si parla molto, sui giornali, di "chissà cosa stanno scoprendo, chissà
cosa ha trovato la Boccassini, chissà cosa hanno a Firenze in mano, chissà a
Palermo come cospirano, chissà a Caltanissetta" etc. etc.. L'impressione è
che, per quanti passi in avanti stiano facendo queste indagini sulle stragi,
per quello che interessa noi cittadini, giornalisti, lettori di giornali, le
cose più pesanti sono già scritte: sono già scritte nella sentenza di primo
grado del Tribunale di Palermo che, nel dicembre del 2004, ha condannato
Marcello Dell'Utri a nove anni di reclusione per concorso esterno
associazione mafiosa.

"Abbiamo le prove"
Dubito che i magistrati abbiano potuto scoprire qualcosa di più pesante di
quello che c'è scritto in quella sentenza: probabilmente se qualcuno, in
questi giorni, scrivesse su un giornale - cito a caso - " ho le prove
inoppugnabili che Dell'Utri per trenta anni, prima come ideatore e creatore
del movimento politico di Publitalia e poi del movimento politico Forza
Italia, è stato l'anello di congiunzione tra Cosa Nostra e Silvio
Berlusconi. Abbiamo le prove della posizione assunta da Dell'Utri nei
confronti di noti esponenti di Cosa Nostra, dei suoi contatti diretti e
personali con alcuni di essi (Stefano Bontate, Mimmo Teresi, Vittorio
Mangano, Tanino Cinà), abbiamo le prove del ruolo ricoperto da Dell'Utri
nell'attività di costante mediazione tra il sodalizio criminoso, cioè la
mafia, il più pericoloso e sanguinario nel panorama delle organizzazioni
criminali operanti al mondo e gli ambienti imprenditoriali e finanziari
milanesi, con particolare riguardo alla Fininvest. Abbiamo le prove sulle
funzioni di garanzia svolte da Dell'Utri nei confronti di Silvio Berlusconi,
il quale temeva che i suoi familiari fossero oggetto di sequestri di
persona. Abbiamo le prove che si adoperò affinché Berlusconi assumesse un
mafioso nella sua villa, come responsabile o fattore, o soprastante, come si
dice in siciliano e non come mero stalliere, pur conoscendo lo spessore
delinquenziale dello stesso Mangano fin dai tempi di Palermo: anzi, proprio
per tale sua qualità delinquenziale Dell'Utri fece assumere Mangano da
Silvio Berlusconi".
E ancora, se ci fosse qualcuno che dice "abbiamo le prove che, quando fece
assumere Mangano, perché era un delinquente, da Berlusconi, ottenne l'avallo
compiaciuto di Stefano Bontate e Girolamo Teresi che, all'epoca, erano i due
uomini d'onore più importanti di Cosa Nostra a Palermo. E poi abbiamo le
prove sugli ulteriori rapporti di Dell'Utri con Cosa Nostra, favoriti, in
alcuni casi, dalla fattiva opera di mediazione del suo amico Tanino Cinà,
protrattisi per un trentennio". Pensate se ci fosse qualcuno che dice che,
per 30 anni, Dell'Utri ha avuto rapporti con Cosa Nostra! Per trenta anni,
non per qualche giorno o per qualche mese!
"Nel corso di quel trentennio abbiamo le prove che Dell'Utri ha continuato
la sua amichevole relazione con il mafioso Cinà e con il mafioso Mangano
che, nel frattempo, era diventato il capo del mandamento di Porta Nuova, il
mandamento mafioso di Porta Nuova a Palermo e palesava, a Mangano, una
disponibilità non solo fittizia: lo incontrava ripetutamente nel corso del
tempo, consentendo che Cosa Nostra percepisse lauti guadagni a titolo
estorsivo dall'azienda milanese facente capo a Berlusconi", ossia Dell'Utri
consentiva che la mafia prendesse dei soldi dalla Fininvest, intervenendo
nei momenti di crisi tra l'organizzazione mafiosa e il gruppo Fininvest, per
esempio quando la mafia mette le bombe alla Standa Berlusconi interviene..
scusate, Dell'Utri interviene per fare cessare gli attentati, però l'azienda
di Berlusconi paga il pizzo alla mafia, quindi Dell'Utri non si sa mai bene
da che parte sta: sta da tutte e due le parti, dell'estorto e
dell'estortore,
promettendo appoggi in campo politico e giudiziario alla mafia. Abbiamo le
prove che queste condotte sono state dimostrate da fatti, episodi,
testimonianze, intercettazioni telefoniche e ambientali, conversazioni tra
lo stesso Dell'Utri e Silvio Berlusconi, Mangano, Cinà, dichiarazioni di
collaboratori di giustizia. Insomma, abbiamo la prova che la sua attività in
quei trenta anni ha costituito un concreto, volontario, consapevole,
specifico e prezioso contributo a mantenere, consolidare e rafforzare Cosa
Nostra, alla quale è stata, tra l'altro, offerta l'opportunità, sempre con
la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti
dell'economia e della finanza, per esempio la Fininvest, così agevolandola
nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che, lato
sensu, politici.
Oltre a essere un reato l'associazione mafiosa in concorso esterno, queste
cose sono ancora più gravi in quanto Dell'Utri ha favoreggiato
un'associazione
armata, un'associazione e un'organizzazione criminale armata e poi
un'organizzazione
che opera anche nel campo economico, utilizzando e investendo i profitti dei
delitti che, tipicamente, pone in essere in esecuzione del suo programma
criminoso. E quindi tutto ciò è gravissimo, perché? Perché abbiamo la prova
che Dell'Utri ha voluto mantenere vivo per circa 30 anni il suo rapporto con
la mafia, anche dopo le stragi del 92 e 93, quando persino i tradizionali
referenti, non più affidabili, venivano raggiunti dalla vendetta di Cosa
Nostra, quando persino Andreotti tentò di staccarsi, in extremis, dalla
mafia: Dell'Utri no, coerente nei secoli e fedele e ciò nonostante il mutare
della coscienza sociale, di fronte al fenomeno mafioso nel suo complesso.
Dell'Utri continuò a avere rapporti con la mafia anche dopo le stragi, pur
avendo a motivo delle sue conclusioni personali, sociali, culturali e
economiche tutta la possibilità per distaccarsene e per rifiutare ogni
richiesta da parte di soggetti intranei o vicini a Cosa Nostra. Si ricordi,
sotto questo profilo, l'indubbio vantaggio di essersi allontanato dalla
Sicilia fin dagli anni giovanili e di aver impiantato altrove la sua
attività professionale. E ancora tutto ciò è gravissimo, in quanto il suo
consapevole contributo a Cosa Nostra, reiteratamente prestato con diverse
modalità a seconda delle esigenze del momento, in relazione ai singoli
episodi esaminati nel racconto della sua vita, ha creato innumerevoli
vantaggi alla mafia: prima, quando la mafia aveva interesse a rapportarsi
con una grossa azienda e un grosso gruppo finanziario come la Fininvest e
poi quando la mafia aveva necessità di rapportarsi a un nuovo partito, visto
che quelli vecchi erano scomparsi Dell'Utri mise addirittura a disposizione
un partito e l'idea, nel 93, la ebbe lui. E è grave il tentativo di
inquinare le prove nel suo processo e, anche questo, è dimostrato e è grave
che, contando sull'amicizia di Mangano, la mafia gli abbia chiesto favori
legati alla sua attività imprenditoriale. E infine, è dimostrata la sua
disponibilità verso l'organizzazione mafiosa nel campo della politica, in un
periodo storico, dopo il 92, in cui Cosa Nostra aveva dimostrato la sua
efferatezza criminali attraverso le stragi gravissime, espressioni di un
disegno eversivo contro lo Stato e inoltre quando la sua figura di uomo
pubblico e le responsabilità connesse ai suoi incarichi istituzionali -
Dell'Utri
era entrato in Senato, è Senatore, diventa Europarlamentare, membro del
Consiglio d'Europa - avrebbero dovuto imporgli una maggiore accortezza e
rigore morale, inducendolo a evitare ogni contaminazione con quell'ambiente
mafioso le cui dinamiche lui conosceva molto bene, per tutta la sua storia
pregressa.

Nessuna novità: dice tutto la sentenza Dell'Utri
Questo è.. immaginate se oggi qualcuno dicesse queste cose in un'intervista
a un giornale: tutti direbbero " eh, clamorose novità sul caso Dell'Utri
/Berlusconi", in realtà queste cose le hanno scritte i giudici del Tribunale
di Palermo nella sentenza che motiva la condanna di Dell'Utri a nove anni,
solo che voi non le avete mai lette da nessuna parte, salvo rare eccezioni e
quindi oggi ci si immagina chissà cosa dalle novità in materia di mafia e
politica, stragi e trattative e non si sa quello che, almeno il Tribunale di
Palermo, dopo nove anni di processo, salvo che siano tutti impazziti, ha
ritenuto accertato. Adesso, naturalmente, bisognerà vedere come andrà il
processo d'appello, ma questo è quello che hanno scritto i giudici di primo
grado e, quando leggete che Berlusconi è stato completamente scagionato
dalle accuse di mafia, perché non stavano in piedi, non ci crediate perché
non è vero niente! Non credeteci - ho detto un congiuntivo che non c'entrava
niente, mi scuso - non credeteci, sappiate - qui il congiuntivo ci sta
bene - che le sei indagini aperte dalla Procura di Palermo per concorso
esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco sono state
archiviate non perché non ci fosse niente, anzi: si è stabilito
semplicemente, con l'archiviazione, che quelle indagini dovevano essere
chiuse perché erano scaduti i termini massimi per le indagini stesse e, in
quei termini, non si erano trovati elementi sufficienti per portare
Berlusconi a giudizio, non che non era emerso niente, erano emerse un sacco
di cose terribili dal punto di vista morale e politico, non bastavano per
arrivare a presumere una condanna in sede penale e conseguentemente si è
deciso di archiviarle. Archiviare vuole dire mettiamo in freezer in attesa
di novità: se arrivano novità scongeliamo, questa è l'archiviazione. Ecco
perché Berlusconi ha paura: ha paura che, se arriva qualche novità, possano
tirare fuori dal freezer qualcosa che è stato solo archiviato, ossia è lì
congelato.
Per quanto riguarda invece le indagini sui mandanti esterni, non è vero
niente che Berlusconi e Dell'Utri furono archiviati a Firenze a
Caltanissetta perché non era emerso nulla a loro carico: anzi, a Firenze, a
proposito delle stragi del 93, c'è scritto - lo scrive il G.I.P. che
archivia la posizione di Berlusconi e Dell'Utri - che " i due hanno
intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali a cui
è riferibile il programma stragista realizzato", ovvero che avevano dei
rapporti con quelli che avevano fatto le stragi. " Esiste un'obiettiva
convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra, rispetto a alcune
qualificate linee programmatiche della nuova formazione", cioè di Forza
Italia, " articolo 41 bis, legge sui collaboratori di giustizia, recupero
del garantismo processuale, asseritamente trascurato nelle leggi dei primi
anni 90" e poi, sempre il G.I.P., aggiunge che " l'ipotesi iniziale, quella
di un coinvolgimento di Berlusconi e Dell'Utri nelle stragi del 93 a Milano,
Firenze e Roma, ha mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità", ma
è scaduto il termine massimo per indagare e quindi archiviazione. Lo stesso
ha scritto il G.I.P. di Caltanissetta, Giovanbattista Tona, quando ha
archiviato la posizione di Dell'Utri e Berlusconi, che erano stati indagati
come possibili mandanti esterni delle stragi di Capaci e Via d'Amelio e Tona
ha detto " gli atti del fascicolo hanno ampiamente dimostrato la sussistenza
di varie possibilità di contatto tra uomini appartenenti a Cosa Nostra e
esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni
indagati", ossia dai due indagati Dell'Utri e Berlusconi. "Cioè è di per sé
legittima l'ipotesi che, in considerazione del prestigio di Berlusconi e
Dell'Utri, essi possano essere stati individuati dagli uomini
dell'organizzazione
- cioè della mafia - quali eventuali nuovi interlocutori": anche qui non
sono emersi elementi sufficienti per andare a giudizio e quindi congeliamo,
archiviamo. Questo c'è scritto, il che non significa che sono stati loro, ma
non significa neanche che, se qualcuno intende riprendere in mano quelle
vicende e, al momento, non risulta che nessuno abbia chiesto di riaprire le
indagini archiviate a carico di Berlusconi e Dell'Utri per strage, commetta
una follia: semplicemente si inserirebbe su un supporto che è già stato
ampiamente elaborato in quegli anni e, se oggi emergessero delle novità,
come dice giustamente Gianfranco Fini, esse andrebbero coltivate, ma ho
l'impressione
che Berlusconi sia più preoccupato di quello che i fatti finora raccolti lo
autorizzino a preoccuparsi; è chiaro che lui è preoccupato, perché
probabilmente ne sa più di noi!
La prossima settimana uscirà Il Fatto quotidiano, c'è ancora tempo per
abbonarsi a prezzi scontati su antefatto.it e lunedì prossimo vi dirò un po'
di nomi di belle firme che abbiamo ingaggiato e che troverete dal 23
settembre su Il Fatto quotidiano. Passate parola!"

Marco Travaglio
--
Alessio "The Sentinel"
lollo
2009-09-15 12:35:28 UTC
Permalink
Post by The Sentinel
http://www.beppegrillo.it/2009/09/passaparola_lun_34/index.html
http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/09/14/la_diretta_con_marco_travaglio.html
*****
La mafia fa le pentole, ma non i coperchi
"Buongiorno a tutti, oggi ci riguardiamo di nuovo in faccia, sono felice,
parliamo di quello che è successo negli ultimi giorni brevemente nel campo
politico, avete visto, Fini tenta un'altra volta di smarcarsi come aveva
tentato di fare due anni fa, poi due anni fa ci fu il precipitare del
Governo Prodi con le elezioni anticipate e dovette rinculare indietro,
questa volta sembra fare sul serio e sta cominciando anche a esplicitare i
temi del suo dissenso dalla leadership di Berlusconi.
Gianfranco Fini in cerca di redenzione
Finché erano temi lontani dai terreni di caccia degli interessi del
Cavaliere come la bioetica, la fecondazione assistita, i problemi legati
all'immigrazione,
la difesa del Parlamento dalla decretomania e dai continui voti di fiducia,
la polemica con la Lega Nord sull'Italia unita o più o meno unita era un
conto.
Quando invece si va a toccare il cuore del caso Berlusconi e Fini lo ha
fatto l'altro giorno a Gubbio e cioè quando si dice: noi non dobbiamo dare
neanche l'impressione lontanamente di non volere la verità sui mandanti
delle stragi del 92 e del 93 e quando aggiungere Fini: non ho mai avuto
dimestichezza con grembiulini e con compassi, con la massoneria, a
cominciare dalla Pd2 che era addirittura la peggiore massoneria che abbia
avuto il nostro paese, allora le cose si fanno serie, è la prima volta da
quando Bossi si sganciò da Berlusconi e rimase sganciato per qualche anno,
salvo poi tornare all'ovile, è la prima volta che un allenato di Berlusconi,
pone il problema dei rapporti tra Berlusconi e la Pd2, anche se in maniera
velata, ma comunque chi doveva capire ha capito e si smarca anche a stretto
giro di posta sui temi della lotta alla mafia, appena il giorno prima
Berlusconi aveva detto: è una follia che pezzi di procure si occupino ancora
di indagini su fatti vecchi del 1992/1993/1994 cospirando contro di noi,
Fini il giorno dopo ha detto: Santo Dio, che dovrebbero fare i magistrati
quando si ritrovano in mano delle novità sulle stragi? Sono le ultime stragi
che si sono verificate in Italia quelle del 1992 e 1993, che possono e che
debbono fare i magistrati quando hanno novità su quelle stragi, se non
riaprire le indagini o proseguire le indagini? Che devono fare, eliminare il
testimone o il pentito che gli sta dando nuove informazioni? Cestinare le
carte, mangiarsele? Probabilmente è quello che vorrebbe Berlusconi, non è
escluso che non ci siano magistrati che fanno così o che hanno fatto così in
passato e che poi hanno fatto carriera.
Per fortuna ce ne sono ancora a Milano, Firenze, Palermo e Caltanissetta che
sono invece interessati alla verità.
Il giorno dopo la dichiarazione di Berlusconi sulla follia e la cospirazione
interviene Fini e dice: se non abbiamo niente da nascondere, cari amici per
quale motivo dovremmo dirci contrari alla riapertura delle indagini.
All'indomani
ancora, l'altro Presidente, quello che purtroppo adesso è il capo dello
Stato reggente, perché Napolitano è in Corea, cioè il grande statista Renato
Schifani, già socio nella sicula broker di due persone che oggi sono
condannate e in galera per mafia, è intervenuto dicendo che lui non ama i
teoremi giudiziari su mafia e politica, te credo, ne ha ben donde avendo
avuto dei soci così, ci mancherebbe che amasse, non dico i teoremi, diciamo
le indagini sulla mafia!
Tra l'altro l'uso della parola "teorema" è una delle parole che andrebbero
abolite a proposito della giustizia, perché il teorema è una dimostrazione
matematica, qualcosa di scientifico, il teorema di Euclide, di Pitagora, qui
si usa la parola "teorema" come se fosse una fumisteria, è esattamente il
contrario del significato etimologico del termine, teorema è tac, tac,
invece qui dicono "teorema, quindi non è vero niente, non si rendono conto
che quando chiamano teorema un'ipotesi investigativa, la stanno nobilitando,
sono ignoranti oltre a essere dei mascalzoni! In ogni caso questo è il
clima, Fini ha detto ciò che neanche il centro-sinistra ha detto, perché lo
sapete, in questi anni il centro-sinistra non ha mai detto nulla di nulla,
di nulla, salvo rarissime e poco importanti eccezioni sulla necessità di
scoprire i mandanti occulti delle stragi, la ragione è molto semplice, che
le trattative che nascondono i mandanti occulti delle stragi, almeno dalla
strage di Borsellino a quelle di Roma, Firenze e Milano, si svolgono a
cavallo tra la prima e la seconda repubblica, la prima trattativa importante
è quella avviata dal Ros dei Carabinieri tramite Vito Ciancimino della quale
sta parlando il figlio di Ciancimino e della quale hanno già parlato Brusca
e altri e lì Berlusconi non c'era in politica, in politica c'era il Governo
Amato con il suo neoministro dell'interno Nicola Mancino e del quale hanno
parlato Brusca, il figlio di Ciancimino, Paolo Borsellino nel suo diario, a
proposito del famoso incontro etc..
La seconda trattativa è quella che invece avviene dopo l'arresto di Riina e
le nuove stragi nel continente, che probabilmente furono fatte per
richiamare qualcuno a trattare, dopo l'arresto di Riina e dello stesso
Ciancimino, è quella, leggiamo nella sentenza Dell'Utri è una trattativa che
ha fatto Dell'Utri con Provenzano e con Mangano che faceva la spola tra
Palermo e Milano, mentre a Milano nasceva Forza Italia e a Palermo la mafia
decideva di affossare il suo stesso partito che aveva costruito negli ultimi
anni, Sicilia Libera per confluire nel partito di Dell'Utri e di Berlusconi,
quindi capite che se della prima trattativa, come molti dicono, erano
consapevoli e addirittura ispiratori o comunque erano d'accordo personaggi
della prima repubblica che oggi stanno nel centro-sinistra, non c'è una
grande voglia del centro-sinistra di fare giustizia, infatti avete visto che
tutte le contraddizioni che sono emerse questa estate a proposito di
Mancino, l'intervista di Ayala, le ritrattazioni, le correzioni di tiro e di
rotta, sono passate completamente inosservate anche sulla stampa "libera"
ammesso che ne esista una.
Preoccupazione a destra e a sinistra
Quindi non c'è solo Berlusconi che deve preoccuparsi e che è preoccupato
dalla riapertura di quei capitoli, ma c'è anche qualche bello spezzone del
vecchio centro-sinistra confluito nella cosiddetta seconda repubblica.
Fini per sua fortuna ne ha fatte ovviamente tante anche lui, sta arrivando
molto in ritardo a sganciarsi da Berlusconi, questo mio non è un elogio di
Fini naturalmente, ma Fini ha la fortuna di non avere vissuto da
protagonista quelle vicende, quindi di poter dire guardando a destra e a
sinistra, se non abbiamo niente da nascondere per quale motivo non dovremo
incoraggiare i magistrati a andare fino in fondo? Speriamo che tenga botta,
visto che l'abbiamo già visto sporgersi molto spesso e poi rinculare
immediatamente dopo le solite bastonate che televisioni e house organ del
Cavaliere gli tirano, speriamo che questa volta metta le palle sul tavolo,
uso un'espressione volgare, ma credo che di questo ci sia bisogno per questo
personaggio e le tenga lì e nei prossimi mesi cerchi di fare argine contro
la bufera che investirà la Magistratura che sta indagando sulle stragi, sui
mandanti occulti e sulle trattative perché è evidente che se quelle indagini
andranno a buon fine, prima o poi noi scopriremo cosa è stato scoperto e
quando scopriremo cosa è stato scoperto, ci sarà chi naturalmente avrà paura
di quelle verità e quindi tenterà continuamente di delegittimare testimoni,
collaboratori di giustizia e magistrati come già avvenne a metà degli anni
90, quando i primi mafiosi collaboratori cominciarono a parlare di queste
cose, furono prima insultati oppure screditati da politici di destra e di
sinistra che vanno da Napolitano a Del Turco, allora Presidente
dell'antimafia
ai soliti trombettieri berlusconiani che poi dovettero fare la legge sui
pentiti per tappare loro la bocca.
Questa volta si spera che ci sia qualcuno in ambito politico che si occupa
di queste vicende e che si mette a difendere non i teoremi, ma semplicemente
i magistrati che fanno il loro dovere punto e basta per quanto riguarda
Fini.
Invece la domanda vera è: perché Berlusconi si è scatenato? Berlusconi si è
scatenato e il giorno dopo è arrivato il Procuratore di Palermo e ha
dichiarato: non capisco per quale motivo il Cavaliere si sia scatenato così
tanto a proposito di Palermo che indagherebbe sulle stragi, Palermo non ha
nessuna competenza per indagare sulle stragi, quindi noi non abbiamo nessuna
indagine sulle stragi, per quale motivo se la prende con noi? Il Procuratore
Messineo ha risposto così, in effetti non si capisce di cosa stia parlando
il Cavaliere, a meno che il Cavaliere non abbia delle informazioni che noi
non abbiamo, perché? Perché in questo momento la geografia delle indagini
sui mandanti occulti e sulle trattative è così disposta: competente sulla
strage di Capaci e di Via D'Amelio è la Procura di Caltanissetta, perché?
Perché sono morti due magistrati di Palermo e quindi quando accusato di
commettere un reato, oppure vittima di un reato è un magistrato, se ne
occupano i suoi colleghi ma del distretto confinante, non se ne possono
occupare i colleghi del suo stesso ufficio, quindi Caltanissetta indaga su
Capaci e Via D'Amelio, su Capaci non ci sono novità, i processi giunti a
definitiva conclusione, reggono e quindi non ci sono novità.
Invece per quanto riguarda Borsellino, le novità ci sono altroché e
riguardano le dichiarazioni sia di Spatuzza, che è l'ex capo della Famiglia
di Brancaccio e le dichiarazioni di Massimo Ciancimino, queste novità
porteranno probabilmente, anzi quasi sicuramente, alla revisione del
processo Borsellino, laddove ci si occupava di quello che materialmente
portò l'automobile, il cui blocco motore fu poi trovato sulla scena della
strage, la macchina imbottita di esplosivo che uccise Borsellino e gli
uomini della sua scorta.
Per questa ricostruzione si era dato credito, non soltanto a Vincenzo
Scarantino che si era autoaccusato di avere rubato e portato la macchina, ma
anche a altri che convalidavano quella sua tesi e soprattutto si era dato
credito a una serie di elementi che sembravano confermarla. Ora c'è un altro
che si accusa che è Gaspare Spatuzza e quindi le sue dichiarazioni sono
ritenute più credibili di quelle di Scarantino e quindi probabilmente ci
sarà da rivedere alcune posizioni, che comunque non cambiano il quadro di
insieme, semplicemente cambia "famiglia" la strage di Via D'Amelio, ma
sempre mafia è, sempre Cosa Nostra, e sempre va scoperto chi suggerì a Toto
Riina l'accelerazione di quella strage, perché Riina com'è noto non aveva in
programma di uccidere Paolo Borsellino, aveva in programma tutt'altri
obiettivi nell'estate del 1992, quando invece gli arrivò questo ordine
esterno che poi sfociò nella strage di Via D'Amelio.
Queste novità di Caltanissetta, per il momento non sono note per quanto
riguarda invece i mandanti esterni della strage Borsellino e è probabile che
non ci siano grosse novità sui mandanti esterni, le novità invece emergono
più a Palermo, a questo proposito, per quale motivo? A Palermo si sta
indagando non sulle stragi, Palermo non può indagare sulle stragi perché le
vittime delle stragi erano i magistrati palermitani Falcone e Borsellino.
Palermo sta indagando sulle trattative che si svolsero a Palermo,
naturalmente e che sfecero da sfondo alle stragi, quindi è una specie di
fondale davanti al quale si muovono la mafia e i suoi obiettivi e che
possono aiutare a capire il contesto di quelle stragi, ma che non
arriveranno mai a colpire i mandanti occulti delle stragi, perché di quelli,
se verranno individuati, si dovranno occupare i magistrati di Caltanissetta
per quanto riguarda Capaci e Via D'Amelio e quelli di Firenze per quanto
riguarda le stragi del continente.
Firenze è competente sulle stragi di Via dei Georgofili, delle Basiliche di
San Giorgio Al Velabro e San Giovanni Laterano e di Via Palestro padiglione
di arte moderna e contemporanea a Milano, sono stragi che si sono verificate
in rapida successione, sapete che il 14 maggio 1993 tentarono di fare la
pelle a Maurizio Costanzo in Via Fauro a Roma, il 27 maggio colpirono Via
dei Georgofili, la Torre dei Pulci vicino agli Uffizi a Firenze e fecero 5
morti, se non erro, e una dozzina di feriti, il 27 luglio ci furono le due
stragi in simultanea a Milano al padiglione di arte moderna di Via Palestro,
altri 5 morti e a Roma qualche ferito soltanto alle due basiliche del
Velabro e del Laterano.
Questa successione di eventi è stata ritenuta ovviamente parte di un'unica
strategia e se ne è occupata sempre la Procura di Firenze.
Il ritorno di Ilda Bocassini
Recentemente si è sentito parlare di un ritorno di fiamma di Ilda Boccassini
che è Procuratore aggiunto a Milano e che prossimamente potrebbe diventare
il capo della direzione distrettuale antimafia della Procura di Milano. Di
cosa si sta occupando la Boccassini? Si sta occupando un po' come sta
facendo quella di Palermo, nei confronti della strage di Via D'Amelio, allo
stesso modo quello che sta facendo la Boccassini nei confronti delle stragi
del 1993, si sta occupando del contesto politico - imprenditoriale che in
quel periodo stava di sfondo alle stragi e che ha prodotto le stragi, stragi
che lo sanno anche i bambini, non possono essere state decise in autonomia
da Totò Riina prima e da Leoluca Bagarella dopo, con tutta la fiducia che
possono avere del loro livello culturale, l'idea che Totò 'u curto e i suoi
uomini e parenti fossero molto ferrati sulla dislocazione del padiglione di
arte moderna e contemporanea di Via Palestro a Milano o sulla Torre dei
Pulci a Firenze o sul Velabro a Roma, neanche sapevano che esistevano questi
monumenti, è ovvio, fossero stati la Torre di Pisa o il Colosseo, uno
potrebbe anche attribuirglieli, ma è evidente che questi sono degli
obiettivi talmente mirati e talmente particolari che qualche suggeritore c'è
per forza e del resto nelle sentenze lo si legge.
La Boccassini quindi si sta occupando anche lei, avendo sentito Spatuzza,
come ha fatto la Procura di Firenze perché? Perché Spatuzza si occupa anche
di un'altra strage, oltre a essersi autoaccusato della strage Borsellino
dice, essendo lui stato il capo del mandamento di Brancaccio, mandamento di
Brancaccio che era capitanato dalla famiglia Graviano, sono quelli che hanno
fatto fuori Don Puglisi e sono quelli che si sono occupati materialmente
delle stragi del 93. Che cosa dice Spatuzza dei Graviano? Parla dei rapporti
che avevano i Graviano a Milano con personaggi che già risulta - basta avere
letto la sentenza Dell'Utri per saperlo - che hanno avuto rapporti con
l'abbiamo pubblicate un po' di carte del processo Dell'Utri, c'è un libro
che si chiama " L'Amico degli Amici", è un libro arancione, sono tutti gli
atti, insomma è abbastanza impegnativo, però pubblicato dalla Bur potrebbe
essere utile là, soprattutto, dove si raccontano i rapporti tra Dell'Utri e
alcuni uomini legati al clan dei Graviano, che gravitavano, in quel 1993, a
Milano. Ce ne era uno in particolare che era arrivato a Milano per sistemare
suo figlio nei pulcini del Milan e Dell'Utri pare abbia fatto da tramite.
Quindi stiamo parlando, anche qui, di rapporti che non sappiamo se
costituiscono reato o meno, ma che insomma c'erano.
Secondo Attilio Bolzoni, che l'ha scritto su Repubblica ieri, Spatuzza ha
detto ai magistrati di Firenze " Giuseppe Graviano mi disse che, per
quell'attentato,
avevamo la copertura politica del nostro compaesano": il compaesano pare di
capire, anche se bisogna stare attenti - e infatti qua su Repubblica stanno
molto attenti - sembrerebbe essere il siciliano più illustre di Forza
Italia, ossia Marcello Dell'Utri, dice sempre Spatuzza. Spatuzza lo dice a
Firenze, a Milano la Boccassini sta lavorando su tutti i rapporti
imprenditoriali, soprattutto, che la famiglia Graviano aveva avviato a
Milano e sui contatti che c'erano tra quegli ambienti e gli ambienti
dellutriani, per spiegare che cosa stava dietro, cioè per spiegare se è così
folle l'idea che i Graviano e Dell'Utri abbiano qualcosa a che fare, o se
invece emergono dei punti di contatto e, come vi ho detto, già emergono nel
processo Dell'Utri. Sapete quale è la mia impressione? La mia impressione..
ah, naturalmente qui l'attentato di cui si parla, di cui parla Spatuzza -
" Giuseppe Graviano mi disse che, per quell'attentato, avevamo la copertura
politica del nostro compaesano" - Spatuzza sta parlando dell'ultimo
attentato, ovvero di una Lancia Thema imbottita con 120 chili di esplosivo
che, tra il novembre e il dicembre del 93, doveva esplodere allo Stadio
Olimpico e fare una strage di Carabinieri del servizio d'ordine; su quella
strage ci sono sempre stati problemi di datazione, anche perché, per
fortuna, non si è mai verificata, nel senso che la prima volta si guastò un
innesco elettrico e conseguentemente non esplose la bomba e la volta
seguente, quando tutto era pronto, invece ci fu un contrordine e di lì la
mafia smise di sparare, perché probabilmente aveva trovato colui il quale
era in grado di mantenere i patti, dopo averli fatti e, secondo la sentenza
Dell'Utri, quel "colui" era Marcello Dell'Utri. E' proprio questo che volevo
dire: si parla molto, sui giornali, di "chissà cosa stanno scoprendo, chissà
cosa ha trovato la Boccassini, chissà cosa hanno a Firenze in mano, chissà a
Palermo come cospirano, chissà a Caltanissetta" etc. etc.. L'impressione è
che, per quanti passi in avanti stiano facendo queste indagini sulle stragi,
per quello che interessa noi cittadini, giornalisti, lettori di giornali, le
cose più pesanti sono già scritte: sono già scritte nella sentenza di primo
grado del Tribunale di Palermo che, nel dicembre del 2004, ha condannato
Marcello Dell'Utri a nove anni di reclusione per concorso esterno
associazione mafiosa.
"Abbiamo le prove"
Dubito che i magistrati abbiano potuto scoprire qualcosa di più pesante di
quello che c'è scritto in quella sentenza: probabilmente se qualcuno, in
questi giorni, scrivesse su un giornale - cito a caso - " ho le prove
inoppugnabili che Dell'Utri per trenta anni, prima come ideatore e creatore
del movimento politico di Publitalia e poi del movimento politico Forza
Italia, è stato l'anello di congiunzione tra Cosa Nostra e Silvio
Berlusconi. Abbiamo le prove della posizione assunta da Dell'Utri nei
confronti di noti esponenti di Cosa Nostra, dei suoi contatti diretti e
personali con alcuni di essi (Stefano Bontate, Mimmo Teresi, Vittorio
Mangano, Tanino Cinà), abbiamo le prove del ruolo ricoperto da Dell'Utri
nell'attività di costante mediazione tra il sodalizio criminoso, cioè la
mafia, il più pericoloso e sanguinario nel panorama delle organizzazioni
criminali operanti al mondo e gli ambienti imprenditoriali e finanziari
milanesi, con particolare riguardo alla Fininvest. Abbiamo le prove sulle
funzioni di garanzia svolte da Dell'Utri nei confronti di Silvio Berlusconi,
il quale temeva che i suoi familiari fossero oggetto di sequestri di
persona. Abbiamo le prove che si adoperò affinché Berlusconi assumesse un
mafioso nella sua villa, come responsabile o fattore, o soprastante, come si
dice in siciliano e non come mero stalliere, pur conoscendo lo spessore
delinquenziale dello stesso Mangano fin dai tempi di Palermo: anzi, proprio
per tale sua qualità delinquenziale Dell'Utri fece assumere Mangano da
Silvio Berlusconi".
E ancora, se ci fosse qualcuno che dice "abbiamo le prove che, quando fece
assumere Mangano, perché era un delinquente, da Berlusconi, ottenne l'avallo
compiaciuto di Stefano Bontate e Girolamo Teresi che, all'epoca, erano i due
uomini d'onore più importanti di Cosa Nostra a Palermo. E poi abbiamo le
prove sugli ulteriori rapporti di Dell'Utri con Cosa Nostra, favoriti, in
alcuni casi, dalla fattiva opera di mediazione del suo amico Tanino Cinà,
protrattisi per un trentennio". Pensate se ci fosse qualcuno che dice che,
per 30 anni, Dell'Utri ha avuto rapporti con Cosa Nostra! Per trenta anni,
non per qualche giorno o per qualche mese!
"Nel corso di quel trentennio abbiamo le prove che Dell'Utri ha continuato
la sua amichevole relazione con il mafioso Cinà e con il mafioso Mangano
che, nel frattempo, era diventato il capo del mandamento di Porta Nuova, il
mandamento mafioso di Porta Nuova a Palermo e palesava, a Mangano, una
disponibilità non solo fittizia: lo incontrava ripetutamente nel corso del
tempo, consentendo che Cosa Nostra percepisse lauti guadagni a titolo
estorsivo dall'azienda milanese facente capo a Berlusconi", ossia Dell'Utri
consentiva che la mafia prendesse dei soldi dalla Fininvest, intervenendo
nei momenti di crisi tra l'organizzazione mafiosa e il gruppo Fininvest, per
esempio quando la mafia mette le bombe alla Standa Berlusconi interviene..
scusate, Dell'Utri interviene per fare cessare gli attentati, però l'azienda
di Berlusconi paga il pizzo alla mafia, quindi Dell'Utri non si sa mai bene
da che parte sta: sta da tutte e due le parti, dell'estorto e
dell'estortore,
promettendo appoggi in campo politico e giudiziario alla mafia. Abbiamo le
prove che queste condotte sono state dimostrate da fatti, episodi,
testimonianze, intercettazioni telefoniche e ambientali, conversazioni tra
lo stesso Dell'Utri e Silvio Berlusconi, Mangano, Cinà, dichiarazioni di
collaboratori di giustizia. Insomma, abbiamo la prova che la sua attività in
quei trenta anni ha costituito un concreto, volontario, consapevole,
specifico e prezioso contributo a mantenere, consolidare e rafforzare Cosa
Nostra, alla quale è stata, tra l'altro, offerta l'opportunità, sempre con
la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti
dell'economia e della finanza, per esempio la Fininvest, così agevolandola
nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che, lato
sensu, politici.
Oltre a essere un reato l'associazione mafiosa in concorso esterno, queste
cose sono ancora più gravi in quanto Dell'Utri ha favoreggiato
un'associazione
armata, un'associazione e un'organizzazione criminale armata e poi
un'organizzazione
che opera anche nel campo economico, utilizzando e investendo i profitti dei
delitti che, tipicamente, pone in essere in esecuzione del suo programma
criminoso. E quindi tutto ciò è gravissimo, perché? Perché abbiamo la prova
che Dell'Utri ha voluto mantenere vivo per circa 30 anni il suo rapporto con
la mafia, anche dopo le stragi del 92 e 93, quando persino i tradizionali
referenti, non più affidabili, venivano raggiunti dalla vendetta di Cosa
Nostra, quando persino Andreotti tentò di staccarsi, in extremis, dalla
mafia: Dell'Utri no, coerente nei secoli e fedele e ciò nonostante il mutare
della coscienza sociale, di fronte al fenomeno mafioso nel suo complesso.
Dell'Utri continuò a avere rapporti con la mafia anche dopo le stragi, pur
avendo a motivo delle sue conclusioni personali, sociali, culturali e
economiche tutta la possibilità per distaccarsene e per rifiutare ogni
richiesta da parte di soggetti intranei o vicini a Cosa Nostra. Si ricordi,
sotto questo profilo, l'indubbio vantaggio di essersi allontanato dalla
Sicilia fin dagli anni giovanili e di aver impiantato altrove la sua
attività professionale. E ancora tutto ciò è gravissimo, in quanto il suo
consapevole contributo a Cosa Nostra, reiteratamente prestato con diverse
modalità a seconda delle esigenze del momento, in relazione ai singoli
episodi esaminati nel racconto della sua vita, ha creato innumerevoli
vantaggi alla mafia: prima, quando la mafia aveva interesse a rapportarsi
con una grossa azienda e un grosso gruppo finanziario come la Fininvest e
poi quando la mafia aveva necessità di rapportarsi a un nuovo partito, visto
che quelli vecchi erano scomparsi Dell'Utri mise addirittura a disposizione
un partito e l'idea, nel 93, la ebbe lui. E è grave il tentativo di
inquinare le prove nel suo processo e, anche questo, è dimostrato e è grave
che, contando sull'amicizia di Mangano, la mafia gli abbia chiesto favori
legati alla sua attività imprenditoriale. E infine, è dimostrata la sua
disponibilità verso l'organizzazione mafiosa nel campo della politica, in un
periodo storico, dopo il 92, in cui Cosa Nostra aveva dimostrato la sua
efferatezza criminali attraverso le stragi gravissime, espressioni di un
disegno eversivo contro lo Stato e inoltre quando la sua figura di uomo
pubblico e le responsabilità connesse ai suoi incarichi istituzionali -
Dell'Utri
era entrato in Senato, è Senatore, diventa Europarlamentare, membro del
Consiglio d'Europa - avrebbero dovuto imporgli una maggiore accortezza e
rigore morale, inducendolo a evitare ogni contaminazione con quell'ambiente
mafioso le cui dinamiche lui conosceva molto bene, per tutta la sua storia
pregressa.
Nessuna novità: dice tutto la sentenza Dell'Utri
Questo è.. immaginate se oggi qualcuno dicesse queste cose in un'intervista
a un giornale: tutti direbbero " eh, clamorose novità sul caso Dell'Utri
/Berlusconi", in realtà queste cose le hanno scritte i giudici del Tribunale
di Palermo nella sentenza che motiva la condanna di Dell'Utri a nove anni,
solo che voi non le avete mai lette da nessuna parte, salvo rare eccezioni e
quindi oggi ci si immagina chissà cosa dalle novità in materia di mafia e
politica, stragi e trattative e non si sa quello che, almeno il Tribunale di
Palermo, dopo nove anni di processo, salvo che siano tutti impazziti, ha
ritenuto accertato. Adesso, naturalmente, bisognerà vedere come andrà il
processo d'appello, ma questo è quello che hanno scritto i giudici di primo
grado e, quando leggete che Berlusconi è stato completamente scagionato
dalle accuse di mafia, perché non stavano in piedi, non ci crediate perché
non è vero niente! Non credeteci - ho detto un congiuntivo che non c'entrava
niente, mi scuso - non credeteci, sappiate - qui il congiuntivo ci sta
bene - che le sei indagini aperte dalla Procura di Palermo per concorso
esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco sono state
archiviate non perché non ci fosse niente, anzi: si è stabilito
semplicemente, con l'archiviazione, che quelle indagini dovevano essere
chiuse perché erano scaduti i termini massimi per le indagini stesse e, in
quei termini, non si erano trovati elementi sufficienti per portare
Berlusconi a giudizio, non che non era emerso niente, erano emerse un sacco
di cose terribili dal punto di vista morale e politico, non bastavano per
arrivare a presumere una condanna in sede penale e conseguentemente si è
deciso di archiviarle. Archiviare vuole dire mettiamo in freezer in attesa
di novità: se arrivano novità scongeliamo, questa è l'archiviazione. Ecco
perché Berlusconi ha paura: ha paura che, se arriva qualche novità, possano
tirare fuori dal freezer qualcosa che è stato solo archiviato, ossia è lì
congelato.
Per quanto riguarda invece le indagini sui mandanti esterni, non è vero
niente che Berlusconi e Dell'Utri furono archiviati a Firenze a
Caltanissetta perché non era emerso nulla a loro carico: anzi, a Firenze, a
proposito delle stragi del 93, c'è scritto - lo scrive il G.I.P. che
archivia la posizione di Berlusconi e Dell'Utri - che " i due hanno
intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali a cui
è riferibile il programma stragista realizzato", ovvero che avevano dei
rapporti con quelli che avevano fatto le stragi. " Esiste un'obiettiva
convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra, rispetto a alcune
qualificate linee programmatiche della nuova formazione", cioè di Forza
Italia, " articolo 41 bis, legge sui collaboratori di giustizia, recupero
del garantismo processuale, asseritamente trascurato nelle leggi dei primi
anni 90" e poi, sempre il G.I.P., aggiunge che " l'ipotesi iniziale, quella
di un coinvolgimento di Berlusconi e Dell'Utri nelle stragi del 93 a Milano,
Firenze e Roma, ha mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità", ma
è scaduto il termine massimo per indagare e quindi archiviazione. Lo stesso
ha scritto il G.I.P. di Caltanissetta, Giovanbattista Tona, quando ha
archiviato la posizione di Dell'Utri e Berlusconi, che erano stati indagati
come possibili mandanti esterni delle stragi di Capaci e Via d'Amelio e Tona
ha detto " gli atti del fascicolo hanno ampiamente dimostrato la sussistenza
di varie possibilità di contatto tra uomini appartenenti a Cosa Nostra e
esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni
indagati", ossia dai due indagati Dell'Utri e Berlusconi. "Cioè è di per sé
legittima l'ipotesi che, in considerazione del prestigio di Berlusconi e
Dell'Utri, essi possano essere stati individuati dagli uomini
dell'organizzazione
- cioè della mafia - quali eventuali nuovi interlocutori": anche qui non
sono emersi elementi sufficienti per andare a giudizio e quindi congeliamo,
archiviamo. Questo c'è scritto, il che non significa che sono stati loro, ma
non significa neanche che, se qualcuno intende riprendere in mano quelle
vicende e, al momento, non risulta che nessuno abbia chiesto di riaprire le
indagini archiviate a carico di Berlusconi e Dell'Utri per strage, commetta
una follia: semplicemente si inserirebbe su un supporto che è già stato
ampiamente elaborato in quegli anni e, se oggi emergessero delle novità,
come dice giustamente Gianfranco Fini, esse andrebbero coltivate, ma ho
l'impressione
che Berlusconi sia più preoccupato di quello che i fatti finora raccolti lo
autorizzino a preoccuparsi; è chiaro che lui è preoccupato, perché
probabilmente ne sa più di noi!
La prossima settimana uscirà Il Fatto quotidiano, c'è ancora tempo per
abbonarsi a prezzi scontati su antefatto.it e lunedì prossimo vi dirò un po'
di nomi di belle firme che abbiamo ingaggiato e che troverete dal 23
settembre su Il Fatto quotidiano. Passate parola!"
Marco Travaglio
Che dice Uomo Qualunque?
Sine Nomine
2009-09-15 12:36:16 UTC
Permalink
Post by The Sentinel
Marco Travaglio
Travaglio dovrebbe decidersi a curarsi questa brutta logorrea

Massimo
The Sentinel
2009-09-15 12:48:03 UTC
Permalink
Post by Sine Nomine
Travaglio dovrebbe decidersi a curarsi questa brutta logorrea
Hey sveglia, e' il testo, cioe' la trascrizione che viene pubblicata dopo
l'intervento settimanale di travaglio dal blog di Grillo e dal suo a nome
"Passaparola", non sono articoli normali, cioe' nati su carta.

E poi senza entrare nei particolari e dire tutte le cose che sa su ogni
vicenda non avrebbe l'effetto, l'efficacia necessaria, visto che alcune cose
e vicende si possono anche inquadrare e far capire con poche righe, per
molte altre e' impossibile perche' sono proprio tutti i particolari che
fanno la differenza spesso tra aver fatto una cosa di rilevanza penale o
meno, o aver commesso cmq in genere un reato o no, o ancor piu' in generale
aver tenuto un comportamento morale che pur non costituendo reato dovrebbe
essere lontanissimo dalla condotta di una persona perbene, tantopiu' se un
politico e tantopiu' e' alta la sua carica e responsabilita'.

--
Alessio "The Sentinel"
Sine Nomine
2009-09-15 14:15:36 UTC
Permalink
Post by The Sentinel
Hey sveglia, e' il testo, cioe' la trascrizione che viene pubblicata dopo
l'intervento settimanale di travaglio dal blog di Grillo e dal suo a nome
"Passaparola", non sono articoli normali, cioe' nati su carta.
Hey sveglia, e chi se ne frega di come sono nati?
Post by The Sentinel
E poi senza entrare nei particolari e dire tutte le cose che sa su ogni
vicenda non avrebbe l'effetto, l'efficacia necessaria, visto che alcune cose
e vicende si possono anche inquadrare e far capire con poche righe, per
molte altre e' impossibile perche' sono proprio tutti i particolari che
fanno la differenza spesso tra aver fatto una cosa di rilevanza penale o
meno, o aver commesso cmq in genere un reato o no, o ancor piu' in generale
aver tenuto un comportamento morale che pur non costituendo reato dovrebbe
essere lontanissimo dalla condotta di una persona perbene, tantopiu' se un
politico e tantopiu' e' alta la sua carica e responsabilita'.
Noto che anche tu non te la cavi male

Massimo
The Sentinel
2009-09-15 15:49:03 UTC
Permalink
Hey sveglia, e chi se ne frega di come sono nati? (si vabbe'...ciao)
Beh certo, infatti la trascrizione di un discorso di vario tipo (o di una
conferenza o dibattito o qualsiasi cosa sia) e' paragonabile ad un normale
articolo nato come tale...certo...AHAHAHAHAHAHAH...non credevo non tu ci
arrivassi proprio, invece vedo che la cosa ti e' proprio estranea, non
capisci proprio la differenza.

Vabbe', sticazzi.

Il problema non e' certo lo stile, ma la solita cosa: quando uno fa rosicare
per quello che dice e dimostra etc. si deve cercare di attaccarsi a
qualsiasi cosa pur di criticarlo.

--
Alessio "The Sentinel"
lollo
2009-09-15 12:54:30 UTC
Permalink
Post by Sine Nomine
Post by The Sentinel
Marco Travaglio
Travaglio dovrebbe decidersi a curarsi questa brutta logorrea
Mai sentito un logorroico più preparato nella cronaca e nei fatti.
Post by Sine Nomine
Massimo
[Claudio]
2009-09-15 13:01:16 UTC
Permalink
Post by lollo
Mai sentito un logorroico più preparato nella cronaca e nei fatti.
Per carità, ma alla fine vai di tasto destro lo stesso :-))
--
"Compagni, lavorate tutti, casa per casa, strada per strada, azienda per
azienda"
Padova 7-Giugno-1984
"Lo porto via come un amico fraterno, come un figlio, come un compagno
di lotta"
Padova 11-Giugno-1984
Sine Nomine
2009-09-15 14:16:11 UTC
Permalink
Post by lollo
Mai sentito un logorroico più preparato nella cronaca e nei fatti.
Logorroico non è mica sinonimo di "parlare a caso"

Massimo
The Sentinel
2009-09-15 15:52:46 UTC
Permalink
Post by Sine Nomine
Logorroico non è mica sinonimo di "parlare a caso"
E nemmeno una cosa "scientifica", visto che non si parla di numeri, limiti
massimi etc., visto che lo stabilirlo sarebbe soggettivo, solo soggettivo.

Per te uno puo' essere tale e per un altro no. Senza contare che ovviamente
e' soggettivo anche il fatto di considerarlo un difetto, anche volendo
essere d'accordo sul fatto che tizio o caio e' effettivamente tale.

Ci sono molti che al contrario non sopportano la gente che parla o scrive a
monosillabi o cmq in maniera troppo sintetica anche su questioni importanti
e che non si possono certo liquidare con battute o una riga senza ridurle a
cazzate e discorsi da bar.

--
Alessio "The Sentinel"
The Sentinel
2009-09-15 15:54:23 UTC
Permalink
"Sine Nomine" <***@gmail.com> ha scritto nel messaggio news:eba21dff-59d8-445b-9b71-***@g1g2000vbr.googlegroups.com...

Del resto gente di sicuro piu' titolata di te che gli da premi anche
importanti per il giornalismo vero e libero, mi sa che non ritiene sia
logorroico o almeno non lo ritiene appunto un difetto oggettivo, altrimenti
quei riconoscimenti li darebbe a qualcun'altro.

--
Alessio "The Sentinel"
lollo
2009-09-15 19:18:25 UTC
Permalink
Post by Sine Nomine
Post by lollo
Mai sentito un logorroico più preparato nella cronaca e nei fatti.
Logorroico non è mica sinonimo di "parlare a caso"
Massimo
Chi ha detto il contrario.

Io ho semplicemnte sostenuto che non ho mai sentito un logorroico più
preparato e affabile di Travaglio.

[Claudio]
2009-09-15 12:59:31 UTC
Permalink
Post by Sine Nomine
Travaglio dovrebbe decidersi a curarsi questa brutta logorrea
QCQ
...su una cosa del genere io vado di Mela mode, a prescindere :-)
--
"Compagni, lavorate tutti, casa per casa, strada per strada, azienda per
azienda"
Padova 7-Giugno-1984
"Lo porto via come un amico fraterno, come un figlio, come un compagno
di lotta"
Padova 11-Giugno-1984
Continua a leggere su narkive:
Loading...